La protesta delle donne contro Junior Cally il rapper sessista a Sanremo, da Caserta migliaia di mail alla Rai

Ho scritto alla Rai, come migliaia di altre donne. Considero vergognoso che partecipi a Sanremo Junior Cally, rapper per ragazzine/i che ha nel suo repertorio canzoni inneggianti alla violenza di genere e sessiste. Ritengo che la RAI dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Evitate di fomentarla dando spazio a questi “cantanti”. Cordiali (ma neanche tanto) saluti. Se vi va, fatelo anche voi”.

A parlare così dallo scranno di Facebook è Nadia Verdile amatissima scrittrice, giornalista, paladina della difesa di genere di Terra di Lavoro e non solo. E Nadia coglie una protesta che sta facendo il giro d’Italia. La polemica ormai è distesa a macchia d’olio e tra le sostenitrici non solo le intellettuali di ogni città italiana ma le donne tutte, le cittadine, in definitiva le “consumatrici” anche, se così vogliamo chiamarle dei prodotti mediatici che ci vengono propinati senza un minimo di sguardo alla qualità della produzione.

Il rapper è finito sul banco di accusa certo non per il brano presentato che sarà sicuramente consono all’occasione e alla platea, ma per i testi, da molti giudicati sessisti e violenti, di alcune canzoni del passato e per il fatto di presentarsi con una maschera.

Il presidente Rai, Marcello Foa ha espresso “irritazione per scelte che vanno in direzione opposta a quella auspicata” e ne ha chiesto addirittura in prima persona l’eliminazione dal palco sanremese.

«L’ho ammazzata e le ho strappato la borsa, ci ho rivestito la maschera». Una donna legata a una sedia, con un sacchetto in testa, e lui che rappa davanti a lei, con una maschera antigas decorata con la trama del brand Louis Vuitton.

È da queste immagini tratte dal videoclip Strega che sono partite le polemiche.

Intanto Junior, al secolo Antonio Signore, rapper e produttore discografico 29enne romano, nel cuore delle polemiche ha dichiarato: “Non rinnego niente di me ma non vado fiero dei miei sbagli”.

E per tutte coloro che volessero partecipare alla mailing di protesta l’indirizzo è com_rai@camera.it