La Reggia di Caserta espone due opere inedite accanto al Presepe di Corte

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In occasione delle festività dell’Immacolata e del periodo natalizio, la Reggia di Caserta arricchisce la sua offerta culturale esponendo nella Sala Ellittica del Presepe di Corte due capolavori mai visti prima, appena riemersi dai depositi del museo: il gruppo scultoreo dei “Briganti” e nove statuine del presepe siciliane.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio e articolato progetto di riorganizzazione, inventariazione e valorizzazione del patrimonio dell’Istituto del Ministero della Cultura, avviato negli ultimi anni per far conoscere al pubblico opere finora custodite nei suoi archivi.

Il dramma del brigantaggio in terracotta

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Il gruppo scultoreo dei “Briganti” è attribuito al maestro Giacomo Morretta e realizzato a Caltagirone intorno al 1860. L’opera, modellata con straordinario dettaglio, raffigura una scena di assalto lungo le strade dell’Italia post-unitaria. Al centro domina la figura del capobanda a cavallo, affiancato da due sentinelle armate e da una brigantessa. La terracotta conserva persino le tracce dei due cani, elementi oggi perduti, e il monogramma “GM”. Sotto ogni statuina, un sistema di numerazione ne permetteva lo smontaggio e il preciso rimontaggio.

L’opera non è solo un capolavoro di arte presepiale dal realismo vivido, ma anche un documento storico che cattura un fenomeno sociale complesso e radicato. Il brigantaggio postunitario, infatti, affondava le sue radici nel malcontento delle popolazioni rurali del Sud, deluse dalle promesse mancate dopo l’Unità d’Italia e strette nella morsa della povertà. Per molti divenne una forma di resistenza, per il nuovo Stato una minaccia da reprimere con forza, in un Mezzogiorno lacerato tra ordine imposto e disperazione.

Il Presepe ritrovato: le manifatture siciliane dei Borbone

Nelle teche della Sala Ellittica, la Reggia di Caserta espone per la prima volta un altro tesoro: nove preziose statuine di terracotta di scuola siciliana, provenienti sempre dai suoi depositi. Queste opere raccontano la ricchezza e la varietà del collezionismo borbonico legato alla tradizione del Presepe. Alle più note figure napoletane si affiancano così quelle realizzate nelle botteghe di Caltagirone, centro che per secoli ha perfezionato tecniche e stili unici.

Prima dell’esposizione, le statuine hanno richiesto un meticoloso intervento dello staff dei restauratori del museo. Dopo una pulitura accurata, è stato necessario un complesso lavoro di assemblaggio dei numerosi frammenti ritrovati in diverse scatole – frutto del paziente riordino dei nuovi depositi – e la ricostruzione degli elementi mancanti. L’intervento si è concluso con un ritocco mimetico leggero e riconoscibile, per non sovrastare la materia originale, e l’applicazione di una protezione finale.