La Reggia di Caserta invasa dai piccioni che la fanno da padroni

Caserta – Quando si parla della Reggia di Caserta, si dovrebbe pensare ai meravigliosi appartamenti storici, all’immenso parco che si estende per ben 3 chilometri di lunghezza su 120 ettari, al magnifico teatro di corte ma puntualmente ecco che ci si ricorda dei piccioni.

La situazione ormai è degenerata: l’antica volta ellittica che un tempo ospitava l’orchestra è diventata un nido per tali volativi, i cui escrementi talora hanno rovinato e corroso opere d’arte molto importanti nello Scalone Reale. Addirittura anche nel punto di ristoro e all’interno del bar, i piccioni circolano liberamente, ostacolando chi vorrebbe prendere un caffè o mangiare un panino tranquillamente.

Negli ultimi due anni, come ben sappiamo, l’affluenza annua dei visitatori alla Reggia è cresciuta ben del 23%, toccando il picco di 837mila persone nel 2017.

Un visitatore straniero che fa un lungo viaggio per venire ad ammirare le bellezze del complesso vanvitelliano, che fa parte del patrimonio mondiale UNESCO, si aspetta almeno che le condizioni igieniche siano sufficienti.

Ma con l’invasione dei piccioni purtroppo questo seppur minimo requisito non è soddisfatto e c’è un gravo rischio di una nuova diminuzione dell’affluenza alla luce delle numerose recensioni negative sul noto sito TripAdvisor che lamentano della scarsa igiene dovuta ai pennuti.

Tale problema potrebbe essere risolto molto facilmente con l’installazione di semplici disturbatori ad ultrasuoni, il cui costo è irrisorio, che allontanerebbero subito i volatili in generale dalla Reggia a tutela della salvaguardia del monumento, ma fino ad ora nessuno mai se n’è preoccupato.

Non ci resta dunque la speranza che la nuova direzione, che a breve sarà eletta, si accorga di questo notevole ed importante problema, che irrita non solo i visitatori ma anche gli stessi casertani, che vedono in ciò un ostacolo al pieno sviluppo della città, operando con soluzioni concrete ed efficienti che possano risolvere tale questione che è oramai un classico della nostra città.