La Reggia e Caserta: con le vostre barriere architettoniche siete voi le “disabili”

Il caso Reggia dei giorni scorsi, quando tre turisti sono rimasti bloccati nell’ascensore riservato ai disabili e privo di manutenzione da dicembre 2018, ha alzato il sipario su una città che dalle persone con difficoltà motorie ha molto da farsi perdonare.

Perché non è solo il monumento vanvitelliano ad essere al palo sul fronte dell’“abbattimento delle barriere architettoniche”. Ed è vero che la Reggia resta una grande barriera architettonica, dove le uniche attenzioni riservate alle persone con difficoltà motorie sono la rampa di accesso alle Quadrerie, il montascale per l’accesso ai bagni (ma solo a quelli a pagamento), e l’ascensore che alla scala Ramaglietti consente l’accesso sia agli Appartamenti Storici sia alla biglietteria online. E sono all’ordine del giorno le scene di persone in carrozzella sollevate a braccia o lasciate ai piedi dei quattro gradini di accesso alla buvette, unico bar presente alla Reggia

Ma paradossalmente la Reggia, per buona pace del grande genio Vanvitelli che a tutto pensò tranne che alle persone con difficoltà motorie, è solo l’esempio meno grave di una città inguardabile con gli occhi di un disabile, una realtà urbana che vede sprofondare strade e marciapiedi tra buche e sconnessioni, dove i pochi varchi di passaggio per le carrozzine spesso immettono su posti auto segnati dalle strisce blu, e dove al meglio ai disabili sono riservati camminamenti  tortuosissimi per l’accesso ai servizi della città

Ma la difficoltà  di camminare per Caserta, a piedi come in bicicletta, è per tutti. E non solo per le buche, per le pavimentazioni e le caditoie divelte, per le radici superficiale degli  alberi ornamentali, e tutto quanto attribuibile ad una gestione “ordinaria” che l’Amministrazione Comunale ignora.  Il peggio dell’essere incivile, infatti, spesso porta la firma dei cittadini, di quelli che portano a spasso i cani lasciandosi alle spalle escrementi e senso della vergogna; degli automobilisti che parcheggiano ovunque incuranti di regole e senso logico, ancor prima che civico, creando barriere d’ignoranza per buona pace di pedoni e carrozzine; di alcuni esercenti commerciali che utilizzano porzioni di strada e marciapiedi a mo’ di “parcheggio rifiuti” in attesa di ritiro.

Insomma, se al buon Vanvitelli mancò l’intuito di prevedere alla Reggia ingressi senza gradini o varchi più ampi affinché ai posteri fosse concesso di realizzare scivoli per carrozzine, ci si chiede quante altre soluzioni esistono per evitare in tutta la città simili discriminazioni incivili, diffusissime quanto  impunite?