La Reggia di Caserta nel decennio francese

Parco della Reggia di Caserta

Voluta dal Re di Napoli Carlo di Borbone ed edificata tra il 1752 e il 1845 la Reggia di Caserta è uno dei gioielli architettonici della Campania. Il progetto si deve al genio dell’architetto napoletano Luigi Vanvitelli che accettò l’incarico del regnante borbonico dopo il rifiuto di Nicola Salvi.

Sorta con l’idea di rivaleggiare con i grandi palazzi reali francesi, la Versailles italiana è un’opera faraonica (Versailles conta 700 stanze, la Reggia di Caserta 1200) e nel corso del tempo ha ospitato numerose personalità tra queste Gioacchino Murat, il re francese che avviò il risorgimento italiano, una delle voci più autorevoli ad invocare l’unità d’Italia.

Reggia di Caserta
Il suo insediamento nel palazzo risale al cosiddetto decennio francese. Tra il 1805 e il 1815 le truppe francesi occuparono il Regno di Napoli mandando in rotta le truppe borboniche e costringendo Ferdinando IV a trasferire la sua corte a Palermo lasciando il campo libero all’esercito napoleonico.

Nel quadro strategico delle campagne d’Italia, da consumato amante del tavolo verde (forse non tutti sanno che il condottiero francese fu tra i principali fautori della diffusione del vingt-un in Europa), Napoleone decise di puntare su Gioacchino Murat, uno dei suoi più fedeli comandanti, vicino all’imperatore dei francesi già dai tempi dell’insurrezione lealista di Parigi del 1795 e che, dal 1799, era diventato anche suo cognato avendo sposato la sorella di Napoleone Carolina Bonaparte. Nel 1808 a Murat, furono infatti affidate le sorti del Sud Italia, collocato dall’imperatore sul trono di Napoli in successione di Giuseppe Bonaparte, in una casella dello scacchiere del Mediterraneo non certo comodissima considerando i sentimenti antigiacobini di buona parte della popolazione del Sud Italia fedele ai Borbone e al Papa.

Sotto l’impulso del nuovo regnante la camera di regia del suo potere politico fu trasferito nella Reggia di Caserta e durante questo periodo furono avviati importanti lavori di decoro e ampliamento affidati ad Antonio De Simone che nel 1806 fu nominato Architetto per il palazzo di Napoli e delle fabbriche site a Caserta, Belvedere e Carditello e di tutti i siti dipendenti. A lui si devono la sistemazione delle sale di Marte e di Astrea che mostrano chiari elementi neoclassici d’ispirazione transalpina. Fu lui a coinvolgere nei lavori il decoratore Antonio Raffaele Galliano che nel 1812 si occupò dell’affresco della volta della sala di Marte, anteposta all’appartamento murattiano con il tema epico della morte di Ettore e del trionfo di Achille mentre sempre a lui si deve il ritratto ufficiale di Gioacchino Murat tutt’oggi conservato nel piano nobile del palazzo.

Palazzo Reale Caserta
Si devono invece allo scultore siciliano Valerio Villareale e ad altri suoi colleghi che con lui collaborarono nel nuovo cantiere come Domenico Masucci, Claudio Monti e il D’Antonio, le decorazioni che abbelliscono le pareti minori della Sala di Marte con i bassorilievi e gli stucchi rappresentanti la Forza, la Fama, la Vittoria e le due Vittorie alate. La sala dedicata ad Astrea, già conosciuta come Anticamera per i Gentiluomini di Carriera, Ambasciatori, Segretari di Stato e di altre persone privilegiate, celebra la divinità greca simbolo della Giustizia rappresentata sul soffitto dal francese Jacques Berger con un affresco che la rappresenta tra Ercole e il Regno delle due Sicilie reggente una bilancia simbolo di equilibrio e imparzialità nel giudizio. Le decorazioni dell’appartamento murattiano furono invece opera di Giuseppe Cammarano e seguono i temi dell’epica greca con Minerva nell’atto di premiare le scienze nel Gran Gabinetto o Sala del Consiglio e il Riposo di Teseo dopo l’uccisione del Minotauro nella camera da letto di Murat, ribattezzata poi camera da letto di Francesco II.



Gran parte delle decorazioni favorite dai francesi richiamano temi ed iconografie esoteriche con pigne, gigli, pendoli, stelle a cinque punte e svastiche. Interessante anche la pavimentazione della sala di Astrea che presenta un prezioso motivo a labirinto, altro importante elemento alchemico, circondato da spirali, motivo decorativo che simboleggia l’elevazione spirituale e la trasformazione e che in coppia con il labirinto vuole trasmettere gli intricati arcani della mente e del ragionamento che conducono all’illuminazione e alla crescita spirituale. Gli ingenti investimenti di Giuseppe Bonaparte prima e di Murat portarono alla Reggia di Caserta alcune delle stanze forse più interessanti del complesso monumentale casertano dando un tocco esoterico e neoclassico a questa perla del Barocco.