La Reggia di Caserta, tra realtà e leggende: la favola di Rossella

Il Bagno di Venere, Giardino Inglese della Raggia di Caserta

La Reggia di Caserta è forse uno dei luoghi più intriganti del nostro territorio, un posto all’interno del quale non si ha mai la certezza di aver visitato tutto. Dove si ha quasi la consapevolezza che, intorno a noi ci siano cose che non notiamo, porte segrete, doppi fondi sul soffitto e tanto altro ancora. Ma ciò che non vediamo, spesso non si limita al mondo materiale, numerose sono infatti le storie e leggende ambientate nel nostro monumento.

La storia più famosa è sicuramente quella della strega della Reggia di Caserta.
Essa racconta le avventure (o meglio le sventure) del principe Andrea e della sua amata Rossella, una ragazza di umili origini, figlia di un pescatore napoletano.
L’amore tra i due era malvisto da molti, soprattutto dalle nobildonne che ambivano al principe, le quali, non appena vennero a sapere delle imminenti nozze, si recarono da una strega.

La megera diede loro una rosa avvelenata, non appena Rossella ne avesse annusato il profumo, sarebbe morta. Quando la fanciulla ebbe in dono la rosa, senza dubitare di nulla, l’annusò mentre passeggiava nella navata, invece di morire però Rossella si trasformò in un’orribile vecchia. La fanciulla si recò così da una strega di Benevento la quale le disse che solo il bacio di un principe avrebbe rotto il sortilegio.

Decise di tornare quindi dal principe Andrea, sicura che il loro amore sarebbe stato più forte della maledizione, sfortunatamente però il principe non la riconobbe e la accusò di aver rapito la futura principessa facendola rinchiudere in una grotta nei giardini della Reggia.

Il principe vagò a lungo alla ricerca di Rossella senza risultati e morì dal dolore.
Passò molto tempo, e il re decise di organizzare nei giardini una battuta di caccia, invitando anche il principe austriaco Ulrico.

Il ragazzo si imbattè nella grotta di Rossella ed ella colpita dalla sua gentilezza, gli regalò un ramo di pungitopo da appendere al collo come portafortuna.
Durante la caccia però, un cinghiale stava per uccidere il re, così Ulrico si frappose tra l’animale e il monarca rimanendo ucciso. Rossella fu talmente impressionata dalla scena da urlare dalla disperazione, tutti la videro e le diedero la colpa dell’accaduto condannandola a morte.

Giunta a palazzo per l’esecuzione, chiese, come ultimo desiderio di poter vedere per l’ultima volta Ulrico. Avvicinandosi si punse con il pungitopo e una goccia del suo sangue cadde sulla bocca del principe austriaco, il quale si risvegliò miracolosamente e baciò la vecchia, facendola ritornare la bellissima fanciulla di un tempo.
I due innamorati decisero dunque di convolare a nozze.

Tutte queste storie, che aleggiano sul monumento, contribuiscono a renderlo ancora più intrigante.