La Regione Campania istituisce l’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC)

La Regione Campania ha istituito l’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC). L’Inventario cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007.

La canzone classica napoletana, l’arte del tombolo, la coltivazione del Falerno, la lavorazione della castagna del prete, la ceramica cavese; e ancora, la maschera di Pulcinella, il culto e la devozione di San Gennaro, la Festa del grano di Foglianise, il Carnevale di Palma Campania, la festa a mare di Sant’Anna a Ischia. Sono solo alcuni dei 59 elementi finora iscritti nell’IPIC. Altre 50 istanze sono pervenute per il 2021, tra cui quella de “la cultura del caffè napoletano tra rito e socialità”.

Per “patrimonio culturale immateriale” si intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

I soggetti richiedenti l’iscrizione di un elemento culturale nell’IPIC devono dimostrare tra l’altro la storicità dell’elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell’elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell’accesso all’elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale. L’istituzione dell’Inventario è un’azione di salvaguardia e valorizzazione dei fondamenti culturali della Regione che altrimenti rischiano di andare dimenticati e dispersi. L’inventario è uno strumento per preservare la vitalità del patrimonio culturale immateriale e sostenere quei soggetti, pubblici o privati, che partecipano attivamente alla sua valorizzazione e gestione, purché senza scopo di lucro.

Con Delibera di Giunta Regionale n. 265 del 08/05/2018 è stato approvato il Disciplinare dell’Inventario del Patrimonio culturale immateriale campano. Con successiva delibera di Giunta regionale n. 626 del 10/12/2019 è stato modificato e integrato il Disciplinare IPIC (Inventario del Patrimonio culturale Immateriale Campano), approvato con delibera di Giunta regionale n. 265 del 08/05/2018 Le candidature come da disciplinare possono essere presentate dal 1° settembre al 31 gennaio dell’anno successivo. Ogni comunità può presentare un massimo di 3 candidature. Per ciascuna candidatura presentata la comunità deve indicare la sezione nella quale se ne chiede l’iscrizione.