La ribellione delle donne iraniane, un monito per il maschilismo contemporaneo!

La ribellione delle donne iraniane, un monito per il maschilismo contemporaneo
SANCARLO50-700
SANCARLO50-700
previous arrow
next arrow

Alla fine le donne sono scese in piazza, tagliandosi una ciocca di capelli, quasi a testimoniare una forte rottura con il passato. Quanto sta accadendo in questi giorni in Iran è diventato un terremoto che sta scuotendo tutto l’ecumene. Forse sarà che amo quel periodo storico in cui ci fu la rivoluzione femminista, quando, dopo tanti scontri, finalmente le donne poterono votare e decidere del proprio destino eppure molto, troppo spesso oggi si ricade in un maschilismo a volte sottile, a volte evidente, a volte violento oppure in una società che improvvisamente diventa chiusa a tutto.

Ecco che per compiere certe scelte o soddisfare un desiderio per il proprio futuro bisogna scappare, fuggire in luoghi dove è possibile realizzarsi per tornare di nuovo nella terra d’origine….non è questa una già mancanza dei diritti delle donne riguardo le sue scelte consapevoli e mature? E proprio contro questo si battè la poetessa scelta oggi, l’iraniana, Forough Farrokhzad.

Forough Farrokhzad

Bruno-Cristillo-Fotografo
simplyweb2024-336
Bruno-Cristillo-Fotografo
previous arrow
next arrow

Forough Farrokhzad, nata nel 1934 e morta nel 1967 a Teheran, segnò già un momento cruciale della lotta delle donne contro la società maschilista dell’epoca. Infatti, ella decise di far sentire la sua voce contro i soprusi che subivano le donne iraniane durante gli anni ’50-’60. Temi che allora erano tabù, quali il matrimonio, la libertà, il corpo, vennero trattati attraverso l’arma della poesia. Si interessò anche del rapporto malattia/società attraverso il documentario Khaneh siah ast (The House is Black) datato 1963.

Le sue opere sono La strage dei fiori, a cura di D. Ingenito, Napoli, Orientexpress, 2008; È solo la voce che resta. Canti di una donna ribelle del Novecento iraniano, a cura di F. Mardani, presentazione di C. Saccone, Aliberti Editore, Reggio Emilia 2009; Ricordi del viaggio in Italia (con testo a fronte), a cura di Sara Assareh, in “Quaderni di MEYKHANE” II (2012).

“Saluterò di nuovo”, la rinascita femminile

Ho scelto questa poesia, che non commenterò, intitolata Saluterò di nuovo tratta da Un’altra nascita – in italiano nell’antologia La strage dei fiori, a cura di Domenico Ingenito, 2008 OXP editore:

Saluterò di nuovo il sole
Saluterò di nuovo il sole,
e il torrente che mi scorreva in petto,
e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri
e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino
che con me hanno percorso le secche stagioni.
Saluterò gli stormi di corvi
che a sera mi portavano in offerta
l’odore dei campi notturni.
Saluterò mia madre, che viveva in uno specchio
e aveva il volto della mia vecchiaia.
E saluterò la terra, il suo desiderio ardente
di ripetermi e riempire di semi verdi
il suo ventre infiammato,
sì, la saluterò
la saluterò di nuovo.
Arrivo, arrivo, arrivo,
con i miei capelli, l’odore che è sotto la terra,
e i miei occhi, l’esperienza densa del buio.
Con gli arbusti che ho strappato ai boschi dietro il muro.
Arrivo, arrivo, arrivo,
e la soglia trabocca d’amore
ed io ad attendere quelli che amano
e la ragazza che è ancora lì,
nella soglia traboccante d’amore, io
la saluterò di nuovo.

Sperando che per tutte le donne del mondo sia davvero giunto il momento di rinascere!