La scuola dice il suo No alla guerra, a Caserta centinaia di studenti in piazza Carlo di Borbone colorata di blu e oro

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La fiaccolata di pace per il Popolo Ucraino organizzata dalle scuole di Caserta, oggi pomeriggio ha invaso il piazzale antistante la Reggia. Un popolo di studenti, insegnanti, cittadini comuni, associazioni, ha colorato Piazza Carlo di Borbone di azzurro e giallo, insieme alla comunità ucraina guidata da Padre Igor Danylchuk, riferimento della chiesa ucraina a Caserta.

Gli studenti delle scuole della provincia di Caserta tutti riuniti davanti all’imponente ingresso di Palazzo Reale, Capua, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Caserta tutti insieme in un pomeriggio colorato e ricco di condivisione per smorzare, se fosse possibile, gli echi di una guerra terribile le cui notizie stanno dilaniando tutti e la paura di quanto ancora potrebbe succedere.

AUTOMORRA

E’ davvero un pomeriggio emozionante – ci racconta Loredana Batelli, insegnante dell’Istituto Michelangelo Buonarroti di Caserta – stranamente c’è un’atmosfera di pace e soprattutto una volontà di manifestare accorata, si parte dai giovani per capire che solo da lì si può guardare al futuro. 

C’è una partecipazione consapevole gioiosa, in classe viviamo da giorni una grande angoscia ma in questo momento c’è tanta pace e tanto rispetto per tutti, per la comunità ucraina presente qui con noi“.

 

Ad un tratto silenzio e poi la musica con l’inno dell’Ucraina. I ragazzi si fermano, in alto i telefonini per immortalare le scene della speranza proprio qui, nella città che conta la più numerosa comunità ucraina della Campania.

E Don Antonello Giannotti, Direttore della Caritas avvisa “Questa sera altri uomini e donne arriveranno alle 21 da Varsavia. Li accoglieremo sul piazzale di Piazza Mercato ”

Solo pochi giorni fa l’arrivo dei primi profughi a Caserta, 16 rifugiati tra donne e bambini accolti al Kozak Village gestito da Ruslana Burko, la presidente della Federazione delle Comunità ucraine del centro-sud Italia, ma ancora continuano ad arrivare. Ieri un’altra famiglia casertana ha accolto nella propria casa un gruppo di 5 donne più un bambino di 6 mesi: “Sono arrivati con i soli vestiti addossoha raccontata Annalisa che preferisce non dire il cognome – gli stiamo provvedendo tutto, dalla testa ai piedi. Stiamo cercando di comprargli “una vita”, quella che non hanno più, mentre i mariti restano in patria e noi ascoltiamo telefonate struggenti“.

Immagini e video di Assunta Di Rauso e Viktor Tirelli