La scuola, tra eccellenze e pericoli

Studenti
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La scuola, non solo quella italiana, viaggia su un doppio binario: quello positivo e quello negativo. Nel primo caso abbiamo casi di eccellenza, progetti che rendono gli studenti, sin da piccoli, parte integrante della comunità, come nelle giornate per l’ambiente o contro la criminalità. Nel secondo, purtroppo, la situazione è più grave e complessa. La piaga più grande è il bullismo ed il cyberbullismo, seguono le dangerous challenge, le sfide pericolose che si attuano non platealmente ma silenziosamente anche nelle scuole, come testimoniano alcuni video sui canali social ed infine i casi di microcriminalità, come le baby gang o gli studenti pericolosi.

Quanto è accaduto a Napoli deve aprire gli occhi a tutti quanti: innanzitutto non è il primo caso di uso di armi atte ad offendere nascoste in zaini o nelle tasche di alcuni studenti ed aggressioni nelle aule. A questo punto, davvero ci vorrebbe più serietà e severità dagli organi addetti al controllo, perché se mando un figlio a scuola non posso vederlo all’uscita o sanguinante o spaventato a morte. Ecco quindi l’esigenza ed il dovere morale di parlarne, di non tenere gli occhi chiusi, sapendo che proprio i giovanissimi sono i primi ad essere adescati, come i tanti casi di spaccio dinanzi le scuole.

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FONTA-BOSCO
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Se la scuola perde il suo valore di istituzione educativa e lascia passare sia una volta sia sempre ad occhi chiusi la tracotanza e la superbia di alunni ed anche di genitori, che si permettono di prendere a pugni un docente o addirittura un preside penso che siamo arrivati al culmine. Colgo allora l’occasione di leggere insieme una profonda poesia di Emily Dickinson, la poetessa che tanto si interessò dell’animo umano attraverso i versi.

Emily Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson, la più famosa poetessa statunitense dell’Ottocento, visse volontariamente isolata per la sua ininterrotta sperimentazione poetica, tranne per qualche viaggio in qualche centro cittadino. Quando le imposero di definirsi cristiana lasciò la scuola, in quanto non lo era e non era giusto che si autodefinisse ciò che non era. Per l’epoca e per molti anni avvenire si parlò di eresia ed anticonformismo quanto non era altro che professare liberamente il proprio credo. Dopo la crisi per la perdita del caro amico il reverendo Charles Wadsworth, che dovette partire per la California, si dedicò completamente allo studio ed alla poesia, prendendo spunto dalla natura, dagli autori europei ed americani e dai temi biblici e creando uno stile proprio.

Emily Dickinson, Uno più uno

La particolare vena poetica le permette anche dei paradossi letterari come la poesia “Uno più uno”. Ecco il testo:

Uno più Uno – fa Uno –
Due – si finisca di usarlo –
Va bene per la scuola –
Ma per la Scelta interiore –
Vita – soltanto – O Morte –
O l’Eternità –
Di più – sarebbe troppo vasto
Per la Capacità dell’Anima –

Ho scelto questa poesia perché viene menzionato il tema trattato. L’assunto è questo: a scuola ci insegnano che uno più uno fa due ma nella vita reale non è così in quanto uno più uno implica una scelta, quella interiore, tra la consapevolezza della morte e la possibilità di essere ricordati in eterno e solo tra queste due considerazioni è la scelta che dovrà compiere l’anima. Innanzitutto, la poesia dimostra come il nozionismo scolastico non è così importante in quanto la vita è altro e che ancora oggi è vivo il dibattito su questo tema. In realtà, la scuola americana propendeva all’epoca ed ancora oggi in diverse scuole alla predisposizione naturale all’apprendimento, in quanto la vita è altro.

La matematica, il latino, la storia avrebbero salvato la studentessa suicida dagli atti di bullismo scolastico o lo studente dall’essere accoltellato in classe? La risposta è sì. Perché lo studente deve imparare a difendersi con la cultura ed essere capace di avversare la forza bruta e per farlo è importante il dialogo con i genitori e le figure istituzionali, bagaglio del sapere, sperando che non buttano tutto sotto il tappetto, come accadde per quella bambina che andava con l’occhio nero a scuola e nessun docente si mosse….ora quella bambina è un angelo.