CASERTA. Quando l’interesse per la tutela e la salvaguardia del territorio si azzera, il conto più salato viene presentato sempre ai cittadini. A fare il punto della situazione ambientale nella Provincia è Renato Perillo, presidente del WWF Caserta, secondo il quale la strada del riscatto passa per la formazione, la cura scientifica del territorio e il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Per salvare l’ambiente serve un radicale cambio di mentalità che guardi alla tutela in una prospettiva futura.
A fronte delle numerose emergenze, come la probabile riapertura delle cave, la piaga degli incendi dolosi sui Monti Tifatini, l’abbandono selvaggio dei rifiuti legato all’economia nera, l’inquinamento delle falde acquifere e il caos del traffico cittadino, la risposta del WWF sul territorio poggia su basi solide e ben strutturate.
Tra soci, volontari e ben 20 guardie giurate, il braccio operativo a tutela della legalità compie un monitoraggio costante del territorio: la loro attività spazia dalla vigilanza ambientale antibracconaggio al controllo serrato sul riversamento illecito dei rifiuti e all’avvistamento degli incendi, due piaghe che continuano a flagellare l’ecosistema locale.
L’associazione, nata nel 1983, sta riscontrando uno straordinario interesse da parte dei più giovani. La tradizione dei fondatori viene così raccolta dalle nuove generazioni per portare avanti la stessa causa. Il fiore all’occhiello di questo ricambio generazionale è il progetto “For Nature, For Us”, giunto alla sua quinta edizione.
La delegazione regionale guidata da Raffaele Lauria ideò questo corso gratuito di alta formazione per giovani under 30 interessati ad acquisire competenze d’eccellenza nel settore ambientale. Un progetto dal successo travolgente, tanto da diventare un modello virtuoso su scala nazionale:
“For Nature, for Us” è stato infatti esportato con successo da Napoli a Milano. In cinque anni il progetto ha formato 150 ragazzi, molti dei quali hanno trovato una collocazione lavorativa stabile di altissimo profilo, e tantissimi corsisti sono poi rimasti come attivisti nell’associazione.
L’attività del WWF parte soprattutto dai più piccoli
“Il rispetto per la natura si impara da bambini – dichiara il Presidente Perillo – Per questo occorre partire dalle scuole ed estendere il messaggio alla cittadinanza. Il WWF ha una missione ben precisa: costruire un mondo che possa vivere in armonia con la natura”. Il Presidente ribalta poi un diffuso luogo comune sulle finalità dell’associazione:
“La nostra missione è volta soprattutto a proteggere le future generazioni. L’uomo è natura, non sono due entità separate: solo sentendoci parte dell’intero ecosistema potremo proteggerlo. L’egoismo diventa così la lente con cui guardare la situazione: proteggere la natura significa proteggere l’uomo in quanto parte di essa. In questo modo, essere egoisti si trasforma in un gesto di grande altruismo. L’uomo è l’unico problema di questo pianeta, ma è anche l’unica vera soluzione. Dipende tutto da noi, perché abbiamo la possibilità di scelta”.
Proprio per questo, nel 2025 l’associazione ha incontrato ben 2500 studenti nella Provincia di Caserta. Un impegno che si è tradotto anche nel progetto “Aula Natura”, nato per rimediare al “deficit di natura” subito dai bambini a causa della scorsa pandemia, ricreando un vero e proprio spazio di scuola all’aperto. In Italia si contano già 80 istituti con un’Aula Natura e, nel casertano, la prima è stata quella dell’Istituto Comprensivo De Filippo a San Nicola la Strada.
I risultati mostrano un cambiamento radicale nell’approccio degli alunni, inclusi i bambini con disabilità, accompagnati in percorsi sensoriali alla scoperta di odori, sapori e consistenze. Le Aule Natura sono nate anche negli ospedali pediatrici, come al Secondo Policlinico di Napoli (reparto di chirurgia pediatrica), dimostrando che la natura è una cura a tutti gli effetti per i piccoli pazienti. Grazie agli sponsor, queste strutture consentono a studenti e cittadini di svolgere attività i cui benefici crescono con l’utilizzo.
Il contributo del WWF si esprime anche attraverso un rigoroso approccio scientifico alla gestione del territorio. Un tema cruciale è quello del verde urbano. Mettere a dimora e curare propriamente gli alberi in città è un compito che spetta unicamente agli esperti.
Spesso il verde urbano viene considerato dalle pubbliche amministrazioni come un mero costo da tagliare; in realtà, dovrebbe essere interpretato come un investimento strategico per il futuro della città. Esso, infatti, migliora nettamente la qualità della vita poiché contribuisce in modo decisivo alla riduzione dell’inquinamento, alla mitigazione degli eventi atmosferici estremi ed arricchisce anche il valore economico delle abitazioni. Un altro esempio di scienza partecipata applicata al territorio è il progetto “Natura Regia”, finalizzato alla valutazione della biodiversità animale e vegetale dei Colli Tifatini attorno alla Reggia di Caserta e all’interno del Parco Reale.
Proprio per il Parco, il WWF sta organizzando un progetto di citizen science attraverso l’app iNaturalist. Ai visitatori viene chiesto di contribuire attivamente scattando fotografie della flora e della fauna incontrate durante le visite per mappare la biodiversità locale.
Ma per cambiare davvero le cose serve un’evoluzione dei paradigmi economici. Il WWF introduce concetti chiave come l’esternalità ambientale e il principio di economia ecologica: anche il capitale ambientale deve entrare a far parte dei bilanci delle pubbliche amministrazioni. Non si può più ignorare l’impatto economico della distruzione degli ecosistemi. Investire bene oggi in prevenzione significa evitare costi drammatici domani.
Siamo tutti cittadini di una stessa comunità, motivo per cui il valore dell’investimento nella prevenzione ambientale rappresenta, a tutti gli effetti, la scelta più lungimirante. Il rapporto del WWF con le istituzioni resta buono e costruttivo, ma anche polemico quando serve. L’associazione collabora attivamente fornendo aiuto concreto grazie ai propri esperti nei vari settori.
Sul fronte del contrasto agli sversamenti illeciti – legati a doppio filo all’economia grigia e nera delle aziende non in regola – il WWF sottolinea l’importanza del lavoro del Commissario Unico per la bonifica Generale Vadalà. Attraverso la Prefettura di Caserta esiste una cabina di regia che raccoglie le segnalazioni e coordina gli interventi di bonifica e videosorveglianza, ottenendo risultati brillanti grazie a una forte sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine e guardie ambientali del WWF.
La grande sfida che il WWF lancia alla comunità casertana riguarda direttamente lo stile di vita di ciascuno. “Siamo purtroppo abituati a voler ottenere risultati immediati, ma quando si parla di ambiente la dinamica cambia: la scelta che compiamo oggi è quella che può regalarci il miglior futuro possibile. La comunità intera dovrebbe rieducarsi all’ambiente e agli investimenti green per il domani”.
Secondo Perillo, la vera svolta inizia dalle piccole azioni quotidiane, se queste si trasformano in un’attenzione costante: “È interamente sulle spalle dell’uomo che grava la pesante responsabilità del futuro della natura e delle specie. Ognuno di noi conta e può dare un piccolo contributo per vivere meglio e costruire un futuro in reale armonia con la natura”.









































