La stazione ferroviaria di Caserta: come la vorrebbero i casertani, tra negozi, piazzale bus e interramento

Tutti i cittadini hanno un sogno, quello di vedere la propria città pulita, bella, funzionale, comoda, a misura d’uomo. Sono sogni certo, ma dai sogni nascono anche i progetti, e allora perché non provarci a disegnare con il cuore quello che potrebbe essere.

Tra gli obiettivi di un possibile e auspicato cambiamento c’è la stazione ferroviaria, sia come concetto immaginifico, sia come luogo fisico. A Caserta, come molti sanno, negli ultimi anni la stazione del capoluogo ha avuto una serie di rivisitazioni, aggiustamenti, ristrutturazioni da parte di Trenitalia e Ferrovia dello Stato.

Purtuttavia e nonostante sia frequentatissima per i moltissimi pendolari che si muovono soprattutto verso Napoli e Roma, ma anche da quelli che arrivano in città, continua a mancare qualcosa, a conservare quell’aria un po’ da stazione di provincia, un po’ dismessa.

La “Stazione che Vorrei” è un piccolissimo esperimento partecipativo che abbiamo condotto sui social network, in particolare sul gruppo facebook di cittadinanza attiva Ciochevedoincittà, attraverso il quale abbiamo chiesto ai cittadini e pendolari come vivono la stazione e come, secondo loro, dovrebbe essere, chiedendo ai diretti interessati, cosa gli manca: “Cosa vorreste vedere in stazione che non c’è”?

Abbiamo raccolto innanzitutto l’analisi di Romina Palmieri, pendolare doc. e amministratrice della pagina sociale Pendolari Stazione di Caserta: Sono stata intervistata poco tempo proprio fa all’interno della stazione di Caserta per un’indagine qualitativa. Ho ribadito la necessità di: potenziare il controllo e presidio dentro e fuori la stazione, da parte di personale Trenitalia/polfer soprattutto nelle giornate invernali, dopo le 18, per tutelare le pendolari che rientrano dal lavoro. 

Serve una navetta per le persone diversamente abili che devono raggiungere il binario 6(senza ascensore) che da piazza Garibaldi, porta a via Vivaldi-è inaccettabile che vengano portati di peso sulle scalette lato Via Vivaldi! Per chi deve raggiungere il parcheggio sotterraneo, i disagi sono infiniti soprattutto se piove e si forma un lago. Come fanno a raggiungere il parcheggio?

Ci vuole un dialogo serio tra Ferrovie che gestisce fino al marciapiede e il Comune di Caserta. Il decoro dipende anche dal Comune come l’aiuola fronte stazione, ne vogliamo parlare? Non c’è una progettazione seria. Piantano fiorellini che si seccano subito spendendo un sacco di soldi quando poi basterebbe piantare anche delle sempreverdi tipo macchia mediterranea che avrebbero bisogno di poca manutenzione rispetto a ciclamini e roselline”.

Vi riportiamo inoltre una serie di risposte che hanno disegnato a più livelli, toccando aspetti che semmai non avevamo individuato, quanto ancora ci sarebbe da fare per ottimizzare la stazione di una cittadina di 70.000 abitanti con un traffico quotidiano di uomini e merci non indifferente. 

I grandi progettisti del parcheggio sotterraneo non hanno previsto un collegamento a piedi e con scale mobili con la stazione, spostare lo stazionamento dei bus urbani e di collegamento con la provincia lì sotto (come accadeva nel passato) renderlo più sicuro e più bello. Fermata di bus con indicazioni luminose dei tempi di attesa. Ma tutto questo stranamente non ha costi elevatissimi è meglio pensare un terminal bus nuovo di zecca con maggiori investimenti.

Parcheggio auto, stazione bus decente e non con bus parcheggiati così come viene, tabelle con l’indicazione delle corse, videosorveglianza, prese per ricaricare cellulari, panchine, negozi, un bar moderno non del dopoguerra.

Grazie alle varie amministrazioni comunali che hanno gestito per decenni una città di provincia, o meglio un grande ‘paese’ con delle potenzialità, ma purtroppo nel corso di qualche decennio, lasciata morire a se stessa.

Una stazione interrata. I benefici supererebbero i costi. Da via Ferrarecce basterebbe attraversare la strada per ritrovarsi a via Trento. In termini di vivibilità faremmo un balzo in avanti non indifferente. E senza contare che i tratti attualmente ferrati diverrebbero ulteriori arterie a scorrimento e decongestionamento della circolazione.

Deve essere interrata, così come tutta la linea ferrata per non avere più 2 città una di serie A e una di serie B.

Presidio della polizia soprattutto la sera. Io la vivo dopo le 19 perché vado a prendere mia figlia e purtroppo non vedo un poliziotto.

Segnali, indicazioni, colori e simboli riconoscibili e soprattutto un ufficio informazioni esterno.

– Abito qui da tanti anni e la cosa che manca sicuramente è l’ascensore che da via vivaldi scende sotto la stazione persone in carrozzella e mamme con bambini nei passeggini. Scendere tutte quelle scale per loro è davvero impossibile.

Alta velocità, visto che siamo un capoluogo di provincia!

Piccoli negozietti per le cose necessarie per un lungo viaggio

– Ci starebbe anche un bel negozio di souvenir

Un po di colore, qualche negozietto di cose tipiche di Caserta, magari un grande murales colorato e un bel bar alla moda all’interno, quello che c’è si ricorda la seconda guerra mondiale!

Insomma, l’elenco è ancora lungo, si va da cose che richiederebbero delle gradi modifiche strutturali ad altre più semplici da cui si potrebbe cominciare. Certo non cambierà nulla, è una “lista dei sogni” praticamente, ma chissà che questa cosa capiti soto gli occhi delle persone giuste. Del resto i progetti nascono dai sogni.