La storia della pala d’altare della Chiesa di Sant’Elena di Caserta

GIORDANI
SANCARLO50-700
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Da poco più di una settimana la settecentesca Chiesa di Sant’Elena è stata restituita, restaurata, alla città di Caserta. A destare la curiosità dei casertani in occasione della celebrazione inaugurale è stata anche la pala d’altare del pittore Desiderio de Angelis.

A lungo conservata nei magazzini della Chiesa di Sant’Agostino per preservarla dalla rovina, la pala è tornata al suo posto, anch’essa restaurata, nella chiesetta vanvitelliana. Di seguito pubblichiamo in esclusiva un approfondimento sul dipinto grazie al contributo della storica dell’arte dott.ssa Maria Carmela Masi:

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La grande novità della riapertura della Chiesetta di Sant’Elena a Caserta, a lungo trascurata, non risiede solo nella sua architettura ma anche nella sua testimonianza pittorica.

La splendida pala di Desiderio de Angelis, datata 1786, raffigura Sant’Elena e il ritrovamento della vera croce ed è coeva alle opere che lo stesso artista, originario di Ferentino, realizzò negli appartamenti della Regina Maria Carolina nella Reggia di Caserta, tra cui si segnalano le sovrapporte in monocromo della Stanza delle Cameriste e le pitture del Gabinetto dell’Avancorpo dedicato alla Regina Maria Carolina. Sant’Elena, madre di Costantino, si riteneva inoltre la fondatrice del monastero di San Gregorio Armeno, a cui la regina Maria Carolina era molto devota.

La pala di Sant’Elena fu restaurata nel 2011 da Carmen Pomella, già restauratrice del bagno della Regina a Caserta, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Caserta e Benevento nella persona del funzionario Storico dell’arte Giovanni Parente. Il restauro fu finanziato dal Rotary Club di Caserta per il forte interessamento di don Battista Marello, che l’aveva custodita nella Chiesa di Sant’Agostino.

La restituzione alla pubblica fruizione nella sua ubicazione originaria, come già è avvenuto per la pala di Carlo Brunelli a Carditello, rappresenta un recupero importante dal punto di vista storico e culturale, che rivela la qualità di un pittore mai adeguatamente valorizzato.

Nel 1790, durante la direzione del tedesco Johann Heinrich Tischbein e del pittore di Capodrise Domenico Mondo, Desiderio de Angelis fu nominato docente della Reale Accademia di Pittura di Napoli. La sua qualità di incisore e disegnatore è testimoniata anche da numerose stampe di opere di Andrea Sacchi, oggi conservate a Capodimonte, all’istituto Centrale per la grafica di Roma e in Lombardia.