Sugar tax e plastic tax: un grande paradosso all’italiana che genererebbe solo più disoccupazione, specialmente in provincia di Caserta

In questi giorni in Parlamento si discute sulle annunciate tasse sulle bevande, zuccherate e non, e sulla plastica: le cosiddette sugar tax e plastic tax.  In particolare la sugar tax, inserita nella legge di bilancio 2020, manca per ora dei requisiti essenziali per renderla efficace in termini di sanità pubblica. Una tassa sulle bevande zuccherate ha un senso, infatti, solo se concepita per contrastare seriamente il fenomeno dell’obesità infantile, non per fare cassa.

Il Senato sta apportando le prime correzioni al disegno di legge di bilancio ma già si sta pensando alle soluzione dei nodi che rimarranno in sospeso per il passaggio del testo alla Camera. Tra questi una riduzione del prelievo sul bevande analcoliche con l’esclusione del settore agroalimentare.

Nell’attuale versione prevista dal disegno di legge di Bilancio, la sugar tax garantirebbe 233 milioni di gettito nel 2020 e altri 261 nel 2021 e 256 milioni nel 2022. Una rivisitazione, anche parziale, renderà necessaria quindi l’individuazione di corrispondenti coperture.

Il settore lamenta che la manovra così com’è congegnata tra plastica e zucchero produce di fatto un doppio prelievo su chi oggi è sul mercato con prodotti analcolici imbottigliati in confezioni di plastica monouso. Questa circostanza lascia ipotizzare una ricaduta del maggior carico fiscale sul prezzo finale pagato dai consumatori.

Allo stabilimento Coca-Cola HBC Italia di Marcianise, dove da quasi 40 anni si producono ed imbottigliano le bevande a marchio The Coca-Cola Company, si è svolto stamane un incontro per illustrare il danno che queste disposizioni comporterebbero a livello occupazionale

All’incontro erano stati invitati vari amministratori e politici del territorio e sono intervenuti Gianfranco Di Sarno (M5S), Paolo Russo (Forza Italia) e Vincenza Amato (PD), Consigliere Regionale della Campania.  Ha suscitato non poche perplessità l’assenza di amministratori della Provincia di Caserta, che avrebbero dovuto essere quelli più interessati all’argomento trattato.

Un impatto per Coca-Cola HBC Italia di circa 180 mln di euro

Come ha evidenziato Giangiacomo Pierini, direttore relazioni istituzionali e comunicazione di Coca-Cola HBC Italia, l’introduzione di queste tasse avrebbe un impatto annuale di circa 180 milioni di euro (140 milioni dalla sugar tax e 40 milioni dalla plastic tax). Questo impatto, non totalmente trasferibile al consumatore ma che tuttavia comporterà inevitabilmente un aumento di prezzo di circa il 20% dei prodotti. La conseguenza dell’aumento di prezzo genererà a sua volta una diminuzione stimata di circa il 10%.

Lo stabilimento di Marcianise della Coca-Cola HBC Italia, anche se una grande realtà industriale sul territorio, a livello mondiale rappresenta una piccola fabbrica in crescita che produce però un po’ tutto, in diversi formati, in una zona logisticamente scomoda.

La diretta conseguenza dell’introduzione di questa tassa potrebbe comportare la chiusura perché la produzione del le bevande in PET potrebbe essere spostata a Oricola in Abruzzo, mentre la produzione di bevande in lattine verrebbe spostata a Nogara, dove ha costi logistici nulli, dal momento che l’azienda che produce le lattine è adiacente alla locale fabbrica della Coca-Cola HBC.

Come ha dichiarato Pierini, per contenere i maggiori costi di produzione determinati dalla sugar tax, per produrre la Fanta, la famosa aranciata inventata a Marcianise nel 1955, si potrebbe ipotizzare di utilizzare non più arance di Sicilia ma acquistarle dall’estero.

E’ evidente che tutto questo comporterebbe una drastica riduzione della forza lavoro, specialmente nello stabilimento di Marcianise.  Sarebbe un’altra tegola per l’occupazione in Campania, dopo Jabil e Whirpool. Basti pensare che nella nostra Regione la Coca-Cola HBC conta oltre 800 dipendenti diretti, di cui 360 solo a Marcianise.

Impatto occupazionale complessivo di Coca-Cola HBC Italia

Se si considerano gli occupati in tutta Italia, cioè i lavoratori dipendenti, gli indipendenti, gli esterni e i temporanei, nel 2018 Coca-Cola ha avuto un impatto complessivo pari a 29.573 lavoratori, corrispondente allo 0,12 percento degli occupati totali in Italia. Di questi 3.160 sono a livello diretto e 26.413 a livello indiretto. In termini di dipendenti, nel 2018 Coca-Cola ha avuto un impatto complessivo pari a 25.235 lavoratori, di cui 2.395 a livello diretto, 22.840 a livello indiretto.

Ad ogni posto di lavoro dipendente diretto corrispondono circa 12 posti di lavoro totali all’interno dell’economia italiana. Inoltre, dr consideriamo la struttura in Italia (Istat 2018), le persone che dipendono, parzialmente o totalmente, dai redditi di lavoro generati (direttamente o indirettamente) da Coca-Cola, sono 66.838.

Nelle intenzioni dei legislatori che hanno proposto la sugar tax c’è la volontà di combattere il problema dell’obesità, abbattendo gli zuccheri, anche nelle bevande. Ma, in base alle esperienze fatte da altri Stati europei dove è stata già applicata questa tassa, la percentuale di obesità non è affatto diminuita o è calata in modo insignificante.

Se si considera, inoltre, che per realizzare una bottiglia in vetro si consuma circa il doppio di energia che serve per farne una in plastica (PET), si evince che anche la plastic tax rappresenti un grande paradosso.

 

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