A ritmo di tammorra con Luca Rossi alla Nuova Accademia Toscanini di Caserta

Ieri pomeriggio presso la “Nuova Accademia Toscanini” di Caserta, diretta dal M° Franco Damiano, ha avuto luogo un incontro esperienziale molto accattivante: Luca Rossi con i suoi strumenti a percussione ha presentato agli invitati un seminario ritmico- musicale al quale poter partecipare per conoscere da vicino le tecniche e le sonorità di strumenti popolari noti a tutti quali tammorre e tamburi a cornice.

Il noto e famosissimo percussionista casertano dall’età di dodici anni ha iniziato ad appassionarsi al genere popolare musicale e teatrale dove i tamburi la fanno da padrone grazie al padre, cultore della Compagnia di Canto Popolare, amico di Franco Faraldo, genio creativo del gruppo di allora.

Lo stesso Luca viene definito “il genio della tammorra” che, come lui stesso ha illustrato ieri, è uno strumento legato al fascino delle credenze popolari religiose e profane: la madre di tutte le madonne, simbolo della preghiera alla Madonna, madre di tutto il genere umano.

Si pensa, infatti, che esistano sette Madonne a cui rivolgere il proprio credo, sei belle ed una brutta: quella nera che per noi è rappresentata dalla Madonna di Montevergine, nera. Tutte venerate e degne di grazie votive, queste icone si identificano con l’anima pura e bisognosa dei fedeli che chiedono grazie, in particolar modo quella di liberare l’anima ed il corpo dal male, rappresentato nella tradizione pugliese e campana, dal morso della tarantola, da cui il ballo della “taranta“.

Attributo comune a tutte le culture del Mediterraneo di cui Luca ormai da anni è portavoce unico nel suo genere, è la ballabilità, la forte incisività dei ritmi, travolgenti e misteriosi al tempo stesso, il riferimento al sentimento ancestrale che accomuna tutti i popoli, dall’Italia alla Turchia, dall’Armenia alla Romania, dal Brasile all’Irlanda: ogni etnia ha i suoi riti, le sue credenze, i suoi ritmi.

Un linguaggio universale, carico di significato, che accomuna ogni essere vivente nella circolarità della vita, così come sono gli stessi tamburi, appunto a cornice: tondi, di faggio, con pelle di capra tesa su cui le mani sfiorano, tamburellano, picchiano, sfregano creando suoni e ritmi magici, come solo Luca è in grado di fare.

La semplicità e l’essenzialità dei materiali con cui sono costituiti i tamburi fa sì che lo strumento possa essere tutt’uno con l’uomo, l’esecutore, il trasmettitore di spiritualità, in una ripetitività che richiama la sua stessa forma e la sua destinazione: la danza circolare, spesso ossessiva. Chi non conosce il ballo della “taranta”, dove le donne, per essere liberate dal male provocato dal morso del ragno, si agitano, si rotolano, si dimenano in preda ad una malefica ossessione, sperando così che il ritmo delle tammorre possa esorcizzarle?

Luca Rossi, nella sua breve ma esaustiva presentazione degli strumenti, ha dimostrato come sia possibile ricavare da 40 centimetri di diametro ed una pelle di capra ben tesa sulla cornice, un ritmo che diventa suono al solo tocco delle dita, mani magiche che evocano sensazioni primordiali e liberatorie!

Ricordiamo che il Maestro ha creato un metodo di facile approccio alla tecnica dello studio ed esecuzione degli strumenti a cornice e gira il mondo alla scoperta di nuove tecniche, usi e costumi dei popoli del Mediterraneo che si connotano, attraverso il linguaggio ritmico dei tamburi, come comunità unite nella musica alla ricerca delle proprie origini, soprattutto nei casi in cui sono stranieri in terra lontana, che cercano, cioè di unirsi in gruppo e ritrovare la propria identità suonando e ballando insieme.

La madre “tammorra”, gonfiandosi e sgonfiandosi (si “abboffa e si sboffa”) si dilata come il ventre materno, accogliendo così tutti i suoi figli in un unico abbraccio circolare che oggi per noi è quantomai necessario.

Tutti coloro fossero interessati a scoprire questo stupendo mondo della tammorra, possono richiedere maggiori informazioni sullo stage che si terrà presso la Nuova Accademia Toscanini, con sede in  Viale Vincenzo Lamberti, 133 a Caserta, telefonando al numero 0823 421974.