La testimonianza d’amore dei genitori di Gennaro Leone: “Siamo in pace, Dio ci sta dando una grande forza”

La sera di sabato 4 settembre una pioggia scrociante ha atteso l’evento di commemorazione per Gennaro Leone – il giovanissimo pugile rimasto ucciso a Via Vico a Caserta dopo una banale lite – organizzata dal Gruppo Spontaneo delle Mamme Casertane e dal Comitato Vivibilità Cittadina con la sua presidente Rosi Di Costanzo.

“Il cielo piange” ha esclamato qualcuno, rammaricato dal cattivo tempo e dal timore che la serata in memoria di Gennaro, a cui erano presenti anche mamma Pina e papà Bartolomeo Leone, andasse vacante. Ma così non è stato.

Nonostante la pioggia i giovani sono arrivati, in una piazzetta Correra blindata dalle auto della Polizia sono arrivati ragazzi e adulti, la città c’è stata, e tante le famiglie, genitori addolorati che hanno voluto portare la propria partecipazione alla famiglia Leone, insieme alla preoccupazione per una città che ai giovani, almeno una parte di quelli, non offre più molto altro che bar e serate a base di alcol.

Sono dure le parole di Rosi Di Costanzo e delle mamme: “Sono stati chiesti controlli, sia dal comitato sia dagli stessi commercianti, ma nulla, siamo in lutto per Gennaro e per la sua famiglia. Sono anni che ci battiamo, inascoltati, per una Vivibilità migliore. Quante denunce, quante Pec, quante suppliche all’amministrazione pro tempore affinché si progettasse sicurezza per i giovani. Si, i giovani, i nostri figli, quelli che ci chiedono di uscire, quelli ai quali non sappiamo più dire no. Le Istituzioni che se ne fregano“.

“Ora chiediamo ai tanti candidati sindaci di invitarci, abbiamo proposte per questa città, vogliamo vedere chi di loro darà ascolto adesso a quello che abbiamo da dire”.

Intanto al centro di dichiarazioni, strette di mano, parole di cordoglio, ci sono loro, Pina e Bartolomeo Leone. Parlano con i ragazzi, con gli amici di Gennaro più cari, li abbracciano, li invitano a casa a salutare Gennaro.

Abbiamo una grande pace, soprannaturale – raccontano – Il dolore è enorme, peggio di una bomba atomica, ma se non avessimo avuto la forza di Dio dall’alto non avremmo potuto sopravvivere. Non vogliamo vendetta, chiediamo che non ci sia alcuna ritorsione, Dio non lo vorrebbe e non sarebbe nello spirito dello sport che Gennaro tanto amava”.

Ieri quando abbiamo salutato Gennaro, che lo stavano richiudendo nel feretro definitivamente ho sentito una serenità incredibile – dice la signora Pina – noi sappiamo che lui c’è e ci sarà ancora. Gennaro aveva un obiettivo, quest’anno voleva essere il primo della sua categoria, lo è stato! Non come avrebbe voluto ma in questo momento lo è perchè la sua morte sia un esempio di forza e coraggio per tutti i ragazzi della sue generazione”.

E ancora: “Gesù ha messo un balsamo sui nostri cuori – confessa il papà – altrimenti non si spiega. Perché è vero che stiamo ricevendo un amore incredibile da parte di due comunità, quella sammarchese e quella casertana, e ringraziamo tutti per questa enorme ondata di amore, ma è anche vero che siamo ripieni di tutte le preghiere che sono state fatte per noi e che ancora fanno, noi le sentiamo. Grazie, grazie a tutti”.