Il lago d’Averno e la fenomenologia dell’acqua rossa

Il lago d'Averno e la fenomenologia dell'acqua rossa

Il lago d’Averno è un lago di origine vulcanica che si trova nel comune di Pozzuoli, precisamente tra la frazione di Lucrino e il sito archeologico di Cuma, nella città metropolitana di Napoli. Cantato da Virgilio, era considerato da Greci e Romani l’accesso all’Oltretomba, per le fumarole che venivano sprigionate a causa della natura vulcanica del sottosuolo, e regno del dio Plutone: per tal motivo, gli inferi romani (l’Ade greco) si chiamano anche Averno. Attraverso un canale è collegato al mare in località Lucrino, nell’ampio golfo flegreo che va da Nisida a Capo Miseno.

Quest’anno, così come nel 2007 e nel 2017, di solito a cadenza di 5-10 anni e in concomitanza dell’arrivo della primavera e l’innalzamento delle temperature, le sue acque si sono colorate di un insolito colore rosso. Non è un fenomeno legato al bradisismo ed agli eventi sismici che in questi anni stanno interessando i Campi Flegrei. La vivace tintura è dovuta all’eutrofizzazione di un’alga rosso-bruno caratteristica del bacino lacustre flegreo, il cianobatterio “lanktothrix rubescens”, che fiorisce nei mesi invernali grazie alle basse temperature notturne.

Il cambio di temperatura, con l’arrivo della primavera, fa emergere il cianobatterio dal fondo lacustre alla superficie, che grazie ad un pigmento fotosintetico di colore rosso chiamato ficoeritrina colora di rosso l’intero bacino. La fioritura dei cianobatteri è spesso associata alla produzione di tossine, che possono essere dannose per l’uomo e per gli altri esseri viventi presenti nell’ecosistema del lago. Sono in corso accertamenti e studi da parte dei tecnici dell’Arpa Campania sull’eventuale tossicità delle acque.