L’Ambasciatore ed il Console dell’Ucraina al Liceo Manzoni di Caserta per parlare del genocidio di Holodomor

Il “Lions Club Caserta Vanvitelli”, patrocinato dalla Provincia di Caserta e dal Comune di Caserta, comunica che lunedì 18 febbraio, alle ore 11.00, presso l’aula Magna del Liceo Manzoni si terrà un convegno alla presenza di S.E. Ambasciatore di Ucraina in Italia – Yevhen PERELYGIN e del Console Generale – Viktor HAMOTSKYI. Detto incontro è organizzato dal Club “Lions Caserta Vanvitelli” del Distretto 108ya, III Circoscrizione – Zona 9 e rappresentato dal Presidente Luigi BIANCHI, con i Soci ed il Direttivo al completo.

L’evento viene realizzato grazie alla piena disponibilità del Dirigente Scolastico del Liceo Adele Vairo, sempre molto attenta al diritto della conoscenza dei suoi studenti, accogliendo con gran entusiasmo presso il proprio Istituto le massime Autorità diplomatiche che rappresentano in Italia l’Ucraina, insieme a rappresentative Autorità territoriali, tra le quali: il Presidente della Provincia di Caserta dott. avv. Giorgio Magliocca; il Sindaco di Caserta l’Avv. Carlo Marino, che interverranno per i saluti e gli auguri al gruppo di lavoro dell’incontro­-dibattito con gli studenti del Liceo Manzoni, sul tema: “1932/33 – HOLODOMOR – Cronaca e storia di un genocidio– prevista la partecipazione del Vice Prefetto Vicario di Caserta dott. Lastella.

Il convegno, discusso dagli autorevoli Proff.ri della Società Filosofica Italiana, Giuseppina Palazzo; Giovanni Grasso e Giovanni Tranfaglia e moderato dal giornalista Giancristiano Desiderio, verte su una pagina, forse, più buia della storia dell’Europa del XX secolo, l’intento è contribuire a una migliore conoscenza su cause e sviluppi della “morte per fame” (Holodomor) del popolo ucraino negli anni della collettivizzazione voluta da Stalin. All’epoca per carestia pianificata, deportazione e esecuzione in meno di 7 mesi furono lasciati morire più di 7 milioni ucraini, tra cui molti bambini.

Già nel 1933, il Console Italiano Gradenigo con la sede a Kharkiv diede ampia testimonianza sulle circostanze e sulle modalità con cui il regime staliniano procurava la morte per fame di milioni di ucraini.

Nel caso di Holodomor, il ricordo serve a non ripetere gli errori del passato ed a consolidare – difendere i valori della democrazia, perché “le democrazie senza memoria si suicidano”.

Affermare la verità, incrementare la conoscenza e diffondere l’idea di giustizia e di legalità sono priorità sempre più urgenti e richiedono sforzi collettivi comuni. La parola, quando si fonda sulla verità, è sempre arma potente contro i delitti e soprusi, anche nel mondo odierno. Solo così si riuscirà a rendere l’Europa un luogo migliore, più sicuro anche per le generazioni che seguiranno.

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