L’Angelo degli Ultimi fuori dalle polemiche: “Unico interesse, salvare quante più vite possibili”

L'Angelo degli Ultimi fuori dalle polemiche

Caserta – Antonietta D’Albenzio, presidente dell’associazione L’Angelo degli Ultimi, ormai, negli ultimi tempi ai più nota come La Maddalonese, per uno sciocco gioco delle definizioni di appartenenza invece che del riconoscimento di un ruolo, mostra con orgoglio i “suoi” clochards lavati e stirati, come avrebbe detto ironicamente un tale Totò.

E mentre impazza la polemica sulle barriere anticlochards, non si è persa in chiacchiere ed è corsa a prelevare tre degli homeless tra quelli stanziali, che si trovavano in condizioni quasi disperate. Le polemiche possono aspettare, ora tocca ripararli, accudirli, resuscitarli. Intanto erano quasi una ventina i senzatetto in attesa di un aiuto più solido, ma senza esitare tutti hanno dato la precedenza a Stanislao, Mirko e Maria.

Antonietta con l’aiuto dei suoi volontari ha provveduto a portare i tre in area riparata, a lavarli, cambiare loro di abito, rifocillarli e farli riposare. E quelli che vedete nell’immagine sono tre esseri umani nuovi.

Da ieri non si parla d’altro che le ringhiere del banco di Napoli anti Clochard – Si sfoga Antonietta dalla pagina Facebook dell’associazione – mi rivolgo alle persone che stanno puntando il dito contro i Clochard, passatevi la mano per la coscienza, siete forse tutti Santi? Il Clochard beve, fuma, si droga , fa i suoi bisogni fisiologici per strada ecc ecc …quanti di voi fate tutto questo per poi rientrare nelle vostre case dove nascondete tutti i vostri vizi? Nessuno vi vede quindi nessuno vi può giudicare, siccome i Clochard fanno tutto questo al pubblico dobbiamo mandarli alla gogna.

Queste persone hanno bisogno di essere rieducate ci vuole un po’ di tempo e pazienza e tanto amore. La banca ha fatto quello che ha ritenuto giusto, ma qualcuno si è posta la domanda che fine faranno? Chi se ne frega mica sono essere umani, per molti rovinano solo l’immagine della città.

Quando la notte c’è la movida, i ragazzi lasciano le strade in condizioni pietose, vomiti, bottiglie di vetro rotte, ma vabbè è tutto normale perché sono tutti figli di papà, mentre i Clochard sono figli di nessuno.

Poi la domenica andate in chiesa per pregare a mani giunte e secondo voi vi pulite l’anima. Che Dio vi benedica e ci illumini grandi leoni di tastiera”. 

Nel frattempo dalle stanze istituzionali qualcuno mette i puntini sulle i, qualcuno che negli ultimi tempi sta effettivamente porgendo una spalla al lavoro dell’associazione, seppur la dichiarazione del consigliere Andrea Boccagna risulta essere un tantino generica.

Da ieri pomeriggio si è accesa una discussione sui social – dice Boccagna – in merito alle barriere anti-clochard che la direzione del Banco Napoli ha voluto porre davanti alle nicchie, tra l’altro di sua proprietà, di via Cesare Battisti. Come al solito la discussione che ne è scaturita si sta svolgendo, come caratteristica della “rete”, non sempre in modo civile e democratico. Alcuni post che ho avuto modo di leggere sono l’espressione peggiore del pensiero che caratterizza parte del “genere umano”. Altri, e questo per una mia particolare vicinanza e inclinazione al problema, li interpreto come la necessità di mettere in risalto l’ulteriore disagio che questa vicenda sta creando. Tutti i post sembrano avere un elemento condiviso: l’assenza delle istituzioni e in particolare quello del Comune di Caserta, rispetto a una situazione di civiltà o inciviltà così manifesta. Ai tanti onnipresenti osservatori, che come sport preferito esercitano quello della ricerca del pelo nell’uovo, voglio solo dire una cosa: mentre voi trascorrete il vostro tempo a pigiare i tasti di una tastiera per screditare sempre e comunque ciò che avviene nella vostra Città, l’amministrazione di Caserta, con il lavoro svolto da consiglieri distanti dai riflettori, ha provveduto a realizzare un rifugio per i clochard in via Domenico Mondo dove, con il lavoro instancabile di associazioni che operano VOLONTARIAMENTE tra queste persone, ogni giorno viene garantito una doccia e un pasto agli “ultimi”. Un sorriso da una bocca sdentata è il compenso migliore che si possa ricevere”.

E da cittadini siamo felici di queste affermazioni e rassicurazioni, va pur precisato però, ad onor del vero, che di quelle associazioni che operano VOLONTARIAMENTE, così genericamente citate, soprattutto in merito alla struttura-rifugio di via Mondo, si tratta in definitiva di una sola e unica associazione che sta facendo l’impossibile in forza lavoro e forza tempo, per consentire l’utilizzo del bene a chiunque sia in seria difficoltà sulle nostre strade.

 

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