L’appello della CISL ai deputati di Caserta: “No allo sblocco dei licenziamenti, si stimano 800mila disoccupati”

La CISL di Caserta è in prima linea per contrastare la decisione sbagliata e pericolosa da parte del Governo, sotto la pressione di Confindustria, di eliminare in tempi brevi il blocco dei licenziamenti.

In generale, ma specialmente nel nostro territorio in cui esistono tassi altissimi di disoccupazione, significherebbe fare di Terra di Lavoro un deserto industriale e determinare una vera e propria macelleria sociale col rischio di produrre una tensione sociale incontrollabile e con grandi pericoli per la coesione sociale e la stessa tenuta democratica.

La CISL non ha mancato di dare il proprio riconoscimento al governo Draghi per il cambio di passo sulla campagna vaccinale e sull’impegno per il Recovery plan, ribadendo comunque la necessità di mettere in campo una vera e propria concertazione con le forze sociali per una governance più partecipata, indispensabile per indirizzare progetti e risorse verso la modernizzazione e lo sviluppo e verso la riduzione del divario tra il Sud e le altre aree del Paese.

Ma allo stesso tempo la CISL chiede con forza al Governo di non distrarsi su una questione essenziale come quella dell’occupazione che ha già pagato un prezzo altissimo con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, specie fra giovani e donne, aggiungendovene altri 800.000 stimati con lo sblocco dei licenziamenti.

In una situazione in cui l’ISTAT denuncia che 5 milioni e 600.000 cittadini vivono in povertà assoluta e altri milioni in povertà relativa, il Governo deve capire che sbloccare i licenziamenti significa versare benzina sul fuoco di una situazione sociale già insostenibile.

Non si illudano, inoltre, settori dell’imprenditoria di usare lo sblocco dei licenziamenti per espellere dal processo produttivo lavoratori stabili con lavoratori precari e con bassi salari; il sindacato, la CISL in primo luogo, sono fortemente impegnati a contrastare con grande determinazione la svalutazione del lavoro, dei suoi diritti, a sostenere lo sviluppo della contrattazione a tutti i livelli, a combattere fino in fondo la piaga dei contratti-pirata firmati da sigle di comodo.

Occorre quindi prolungare il blocco dei licenziamenti e lavorare nel frattempo nella duplice direzione da un lato della messa in campo di forti strumenti di sostegno e dall’altro di vere e serie politiche attive per il lavoro, per riqualificare i lavoratori e costruire le professionalità di cui c’è bisogno.

Sono questi i temi al centro dell’impegno della CISL di Caserta e delle sue categorie, ed è il tema centrale della giornata nazionale di mobilitazione del 26 giugno che si articolerà con le tre manifestazioni di Torino, Firenze e Bari a sostegno della piattaforma unitaria.

La CISL pertanto rivolge ai deputati e senatori eletti in provincia di Caserta di sostenere nelle sedi parlamentari e di governo i problemi del territorio e di battersi per evitare lo sblocco dei licenziamenti;

per sostenere le vertenze per il lavoro aperte in tutte le categorie e settori e delle quali quella di WHIRPOOL non è la sola ma la più emblematica; per evitare la deindustrializzazione del territorio casertano; per dare una prospettiva di lavoro e di sviluppo a Terra di Lavoro.