L’associazione “Appunti fotografici” chiude la rassegna di mostre fotografiche con “Urbex” a Carditello

San Tammaro – La mostra dal titolo “Urbex” chiude la rassegna di mostre fotografiche organizzata dall’associazione “Appunti fotografici” di Capua (CE) nel Real Sito di Carditello in concomitanza con la manifestazione Carditello Festival.

Il terzo e ultimo appuntamento è URBEX, un viaggio in alcuni luoghi dell’abbandono ove la polvere del silenzio è la sospensione del tempo. URBEX è l’abbreviazione del termine Urban Exploration, tradotta letteralmente dall’inglese come “esplorazione urbana“: l’esplorazione di rovine abbandonate o componenti poco visibili dell’ambiente urbano come paesi e palazzi abbandonati sono i protagonisti della mostra.

La collettiva sarà presentata il 26 agosto alle 18.00 nella Cappella dell’Ascensione del Real Sito di Carditello e sarà visitabile nei giorni:

26-27-28 agosto 2021 dalle ore 18 alle ore 20;
29 agosto 2021 dalle 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18 (ultimo ingresso alle ore 18); 4 settembre 2021 dalle ore 16 alle ore 18 (ultimo ingresso alle ore 18);
5 settembre 2021 dalle ore 10 alle ore 13.

Il vernissage giovedì 26 agosto sarà a cura di Antonella Cerri.

URBEX raccoglie quattro progetti fotografici e vuole essere un momento di riflessione e di emozioni che ogni singolo progetto fotografico cerca di sviluppare attraverso le differenti storie ritratte:

Parco Saraceno (Castel Volturno) – Fotografie di Liliana Ventriglia

Palazzine ordinatamente disposte e tutte uguali che cadono letteralmente a pezzi, appartamenti con porte e finestre murate per evitare occupazioni, verande abusive sui balconi, spesso senza ringhiere. Qui c’è criminalità, abusivismo, droga e immigrazione clandestina. Su un muro campeggia la scritta “Vogliamo il contatore”, una richiesta affatto banale per chi ruba la corrente elettrica allacciandosi alla rete con collegamenti di fortuna che saltano alla prima pioggia. Ovunque si respira un senso di desolazione.

Parco Saraceno, noto anche come Villaggio Coppola, sarà abbattuto dalla ditta dei fratelli Coppola per realizzare nella stessa area un porto turistico. A seguito di una rapida trattativa avuta con i dirigenti della società dei costruttori Coppola che dovrà realizzare il porto turistico (investimento da 130 milioni di euro formato interamente da capitali privati) si è concordato che agli abusivi andrà un bonus di 200 euro al mese che potranno utilizzare per fittare delle nuove case altrove.

Ex Ospedale di Beneficenza (CE) – Fotografie di Danilo Treppiccione

L’ospedale fu fondato tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 con il chiaro scopo di curare i bisognosi. Nel primi anni 90 del secolo scorso il vecchio complesso fu ampliato con un’ala moderna e con macchinari all’avanguardia per quel periodo, ma le inspiegabili decisioni della classe dirigente regionale di allora ne decretò la chiusura a meno di 5 anni dalla fine dei lavori di ampliamento. Il luogo versa ormai in completo stato d’abbandono da oltre 25 anni.

Romagnano al Monte (SA) Fotografie di Marco de’ Persis

Romagnano al Monte è un piccolo borgo della provincia di Salerno dislocato su una rupe a circa 650 s.l.m. ai confini con la Basilicata. Prima del terremoto del 1980, il borgo contava 370 abitanti. La fonte di sostentamento principale era la pastorizia, soprattutto ovina e caprina, mentre la coltura agricola era improntata su quella dell’ulivo. A seguito del terremoto, per motivi di sicurezza, gli abitanti furono trasferiti a tre chilometri di distanza, verso Buccino. Da allora il borgo è rimasto abbandonato.

APICE VECCHIA (BN) Fotografie di Mario Romano

Apice è un piccolo paese della Campania,
posto al confine tra la provincia di Avellino e quella di Benevento. Dopo il sisma del 21 agosto 1962, per motivi di sicurezza, l’Amministrazione comunale decise di trasferire l’intera popolazione in un nuovo sito non molto lontano dalla parte storica, lasciando quest’ultima abbandonata al degrado e alla fatiscenza dei crolli post-terremoto.
Tutto tace, in una serrata desolazione carica di verità celate e, se il “tempo morto” racconta echi di vecchie storie e sussurra voci lontane, il presente si fa largo sotto le luci del Castello che torna a rivivere, finalmente!