L’attualità del mito: Maurizio Bettini al Museo Campano di Capua

Giovedì 29 novembre il Museo Campano della città di Capua è stato onorato di ospitare il filologo e antropologo italiano Maurizio Bettini, in occasione dell’interessante conferenza tenuta dallo stesso e promossa dall’Università degli Studi della Campania ‘’Luigi Vanvitelli’’. Il tema sostenuto dal professore e che ha riscosso un notevole successo anche da parte dei più giovani presenti all’incontro, intende promuovere nuove connessioni tra il mito e storia dell’antico sino all’epoca Contemporanea e vede più in particolare come protagonisti i personaggi di Demetra (dea greca dell’agricoltura), Persefone (figlia di Demetra rapita secondo il mito da Ade)ed Evemero (storico dell’antica Grecia).

I continui riferimenti con l’attualità fanno del mito, secondo il Filologo, un patrimonio eterno e sorprendentemente attuale in ogni sua sfaccettatura, ma il legame che l’uomo instaura con esso ha radici più profonde. Nasce infatti dal continuo bisogno di interfacciarsi con i suoi modelli ed è proprio questa perpetua necessità a fare oggi di lui un immenso patrimonio antropologico e la solida base su cui poggiano le differenti culture moderne.

Siamo nella nostra diversità costantemente uniti dal mito e dai suoi protagonisti, è questa la teoria di fondo sostenuta dal filologo e se dunque non è possibile liberarsi dalla mitologia, risulta necessario restituirle la giusta dignità. Lo stesso obiettivo può essere conseguito mediante tre procedimenti differenti: misurare il mito attraverso il verosimile, abbassare il suo livello a quello di una storia o utilizzare un’allegoria per reinterpretarlo.

E’ su questa che pone maggiormente l’accento Bettini, la quale consente di “parlare d’altro nel mito stesso” rendendo il contenuto più vicino al suo pubblico. E’ affascinante notare come questa abbia assunto una notevole importanza nell’ottica dell’immaginario comune sino ad essere adoperata anche nel campo della psicanalisi per descrivere i vari aspetti dell’inconscio e delle sue pulsioni. “Il mito serve a pensare, fornisce paradigmi utili per rappresentare la molteplicità del reale e inconsapevolmente torniamo sempre ad esso” , conclude Bettini, lasciando volontariamente aperto il grande interrogativo sulla sua eternità che arriva ad assumere toni sempre più affascinanti ed enigmatici.

Maurizio Bettini (Bressanone, 1947), è un filologo, latinista e antropologo italiano. Insegna filologia classica all’Università di Siena dove ha fondato il centro <<Antropologia e Mondo Antico>>. Dal 1992 tiene regolarmente seminari presso il Dipartimento di Studi classici della University of California, a Berkeley. Collabora con il quotidiano nazionale la Repubblica. Tra le sue pubblicazioni: Il ritratto dell’amante (1992), Le orecchie di Hermes (2000), i racconti Con i libri (1998), Eccellenza (2001), editi da Einaudi. Nel 2013 è stato vincitore del Premio Mondello Critica.