L’autunno nei versi del dott. Antonio Di Rienzo, faro di cultura per Santa Maria Capua Vetere

Autunno

In questa puntata ho intervistato lo stimato dott. Antonio di Rienzo, classe ’52, di S. Maria Capua Vetere, specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ma anche poeta.

Dott. Di Rienzo, la ringraziamo per averci dedicato il suo prezioso tempo, in quanto è in prima linea per tutelare e tranquillizzare i cittadini su questo terribile virus. Ci descriva brevemente le sue esperienze culturali.

Per me un uomo privo di cultura è come un uomo denudato della sua dignità. Sono presidente della sezione sammaritana del Centro Internazionale Studi Sturziani, fondatore e direttore editoriale del periodico di cultura Il Centro della Campania. Fondatore dell’UNITRE, l’Università delle tre età, sezione di Santa Maria Capua Vetere nonché socio fondatore dell’Ambulatorio della Carità opera francescana. Da oltre 40 anni mi dedico alla poesia, alla prosa ed alla saggistica, grazie ai quali ho conseguito riconoscimenti nazionali e internazionali in diversi concorsi; le mie poesie sono state inserite nella antologia Poeti e Novellieri del 1993. Nel 1998 sono stato insignito dalla Nobile Accademia di S. Teodora Imperatrice quale Academicum Ordinarium Classis Scientiarum Naturae per la riconosciuta attività scientifico-letteraria e sono stato Accademico di San Marco per la sezione poesia.  Attualmente sto ultimando delle pubblicazioni poetiche e letterarie.

Perché ha scelto la lingua napoletana per le sue poesie?

La nostra poesia dialettale è ricca di musicalità e passione e, nell’attenta lettura, è bella e ruba l’anima. La tradizione letteraria napoletana ha alle spalle grandi nomi come Raffaele Sacco, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Matilde Serao, Rocco Galdieri, Raffaele Viviani, Scarpetta, Eduardo De Filippo, Totò ed altri, che hanno saputo con maestria descrivere i paesaggi e gli stati d’animo di ogni singolo individuo. Apparentemente la poesia in vernacolo potrebbe risultare semplice ad ogni superficiale e riduttiva lettura, ma essa è oltremodo complessa nella sua composizione strutturale ed armonica.  La metrica è variabile, come variabili, a volte, sono le caratteristiche fono-morfologiche e lessicali, pertanto la dignità del dialetto diviene concetto predominante nell’indicare la vivacità, la genuinità, l’agilità e/o la corposità di mezzi espressivi: la particolare colorazione della prosa si manifesta con i tratti della pronuncia e delle forme costruite. Questi, quindi, i motivi della mia scelta linguistica.

Una sentita poesia sulla stagione autunnale

Dopo aver ringraziato il dott. Di Rienzo, passiamo alla sua poesia inedita Autunno del 2009, molto consona alla stagione che stiamo vivendo.

Autunno  

Autunno appassionato e cupo, addo’ ò sole
more  chiano chiano e  l’acqua  smoppeta 
corre  mmiez’ è  vie  lucenti…
‘na  malincunia  me  trase dint’ ò core scuro
e  à notte , sempa  cchiu’  longa ,
affoga  ò juorno dint’ à nu  catino  d’acqua .
Sule  i penzieri , trallechianno ,
se ‘mpizzano , ‘ndà  capa ,tenenno  
cchiu’ tiempo  pe  pute’ ‘nciucià .
Sfronnano  ‘e  piante  sott’acqua  e
sott’ò viento  e, annure, se  mettono a  bballa’…
‘o core , mo’  ridenno  e  mo’ chiagnenno ,
sule  sulagno , ‘nda’  friscura , se  mette  à trammia’.

Antonio Di Rienzo
Antonio Di Rienzo

Il componimento si caratterizza a livello stilistico per le allitterazioni (autunno appassionato v. 1; malincunia me v. 4; sule sulagno v. 13), le assonanze, le consonanze, le anafore (chiano chiano v. 2; sott’…sott’ vv. 9-10; mo’…mo’ v. 12), l’anadiplosi (sott’…sott’ vv. 9-10), l’anastrofe (sfronnano v. 10), il climax, la personificazione (penzieri v. 7, core v. 12) e la sinestesia (autunno appassionato v. 1). Il lessico è ricercato, con termini anche particolari come smoppeta al v. 2 (zampillante), al v. 7 sule v. 7 (solo), trallechianno (sono irrequieti), ‘mpizzano (penetrano), al v. 9 sfronnanano (si sfrondano) ed all’ultimo verso trammia’ (si indispone).

L’allegoria dell’autunno, termine posto enfaticamente come incipit del primo verso, è l’elemento principale di questi versi, in cui vengono esaltate tutte le caratteristiche naturali di questa stagione, come l’abbassamento della temperatura, la pioggia e la caduta delle foglie. La natura, inoltre, proprio secondo la tradizione poetica romantica e crepuscolare, diventa specchio dello stato d’animo del poeta, che si lascia trasportare dalla malinconia, dai mille pensieri contraddittori e dalla solitudine. L’uso della lingua napoletana, inoltre, riesce ad enfatizzare gli elementi descrittivi e psicologici presenti nel componimento. Una poesia che ci conduce lentamente verso questa bellissima stagione, cantata da sempre da tanti letterati di fama mondiale. Alla prossima.