Lavoratore trasferito diserta: è legittimo il licenziamento

Lavoratore trasferito diserta, è legittimo il licenziamento
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Intimato ad un dipendente di Poste Italiane il licenziamento conseguente alla contestazione disciplinare per assenza ingiustificata dal lavoro

Il lavoratore trasferito che non si presenta presso la nuova sede può essere licenziato. A dirlo è la sentenza 7392/22 della Cassazione, rilevando che la violazione dell’articolo 2103 del Codice Civile da parte del datore di lavoro non legittima il rifiuto del lavoratore. Quindi, anche se il datore di lavoro è inadempiente, il lavoratore deve presentarsi presso la nuova sede.

Il fatto

Un dipendente di Poste Italiane, a cui era stata dapprima contestata in sede disciplinare l’assenza ingiustificata dal lavoro, è stato licenziato. Non essendosi presentato alla nuova sede al nord Italia per mancanza di posti nella sua regione, è ricorso in sede di legittimità adducendo svariati motivi contro la presa di posizione dei giudici di merito romani. Per il ricorrente, infatti, non vi era adeguata motivazione supportata da straordinaria ed eccezionale esigenza aziendale per attuare il trasferimento.

AUTOMORRA

Gli ermellini, tuttavia, in accordo con le precedenti sentenze, hanno respinto il ricorso del lavoratore e riaffermato il principio secondo cui l’inadempimento datoriale non legittima in automatico il rifiuto del lavoratore alla nuova prestazione, ma dovrà comunque essere valutato rispetto alle circostanze concrete, onde riscontrare contrarietà a buona fede. Inevitabile la condanna al pagamento delle spese legali di controparte.