Lavoro al femminile: il Covid ha rallentato di 36 anni la parità di genere. L’Italia migliora

Lavoro al femminile: il Covid ha rallentato di 36 anni la parità di genere. L'Italia migliora

I dati che raccontano il mondo del lavoro nell’anno della pandemia non sono certo confortanti, ma quando la coniugazione avviene al femminile gli scenari s’incupiscono ulteriormente.

E i dati che affermano come lo shock pandemico allontani di ulteriori 36 anni il momento in cui il mondo dovrebbe vedere l’uguaglianza di genere arrivano dal World Economic Forum che, nel suo Gender Gap Report, ogni anno fa il conto, sulla base delle condizioni attuali, degli anni che in prospettiva ci vorranno per arrivare alla parità.

Un bilancio della situazione globale delle disparità di genere nettamente peggiorato nell’anno segnato dal Covid, che ha inasprito le disparità familiari con incombenze mediamente ricadute soprattutto sulle madri, ma ha pure falcidiato le opportunità per le ragazze: dai 99,5 calcolati nella precedente edizione, ora ce ne vogliono 135,6.

Ma nel quadro globale delle disparità di genere, pur con tutte le difficoltà vissute dalle donne italiane nient’affatto immuni al trend generale che le ha viste pagare il prezzo più salato dell’impatto socio-economico della pandemia insieme ai giovani, l’Italia segna un miglioramento degli indicatori calcolati all’organizzazione di Ginevra.

Un miglioramento di ben 14 posizioni nella classifica mondiale stilata dal Wef, che l’attesta al 62esimo posto su 156 economie prese in considerazione: nel 2020 era 76esima: va meglio, ma resta distanza dalle vicine Germania (11esima) e Francia (16esima).

E’ al 41esimo posto nella scala dell’emancipazione politica femminile, 33esima quanto a numero di donne con posizioni ministeriali.

Più indietro, tuttavia, al 55esimo posto sul fronte dell’educazione, con strada da fare in particolare nella partecipazione femminile ai corsi di studio con più futuro: come le materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) da dove provengono solo il 15,7% delle laureate, quasi la metà rispetto ai maschi (33,9%).

E ancora, parità di genere lontana nel lavoro part time (49,9% delle donne, contro il 21,4% degli uomini) e nei redditi: la media femminile è del 42,8% più bassa rispetto agli uomini, e persino quando svolgono mansioni simili, le donne soffrono ancora un gap di ben il 46,7% rispetto agli stipendi degli uomini.