Le “Ciampate del diavolo”: in provincia di Caserta un reperto storico che risale a 350 mila anni fa

Tora e Piccili, un comune poco noto dell’Alto Casertano con meno di mille abitanti, vanta una storia ben più antica della maggior parte delle località italiane famose a livello internazionale, risalente a ben 350 mila anni fa. Infatti, nel borgo di Foresta, le impronte di ominidi bipedi soprannominate “Ciampate del diavolo” risultano essere tra le orme umane fossili più antiche del mondo, seconde solo a quelle ritrovate ad Ileret, in Kenya.

Il soprannome “Ciampate del diavolo” deriva da una leggenda molto antica, secondo cui solo un demone in persona avrebbe potuto attraversare la terra ricoperta di lava incandescente e dunque lasciare un segno indelebile del proprio passaggio. D’altronde, la teoria aveva una parziale conferma nella presenza del vulcano Roccamonfina, oggi inattivo da ormai 50 mila anni. Secondo alcune ricerche, le orme divennero visibili solo a partire dagli anni venti dell’Ottocento, in quanto erano risalite in superficie grazie ad alcune piogge torrenziali.

Solo in un secondo momento, nel 2003, reali e significativi studi furono fatti dal professor Paolo Mietti, docente di stratigrafia all’Università di Padova, in seguito alla testimonianza fotografica riportata dai giovani studenti Adolfo Panarello e Marco De Angelis. Da questi studi e successivi, si evinse che le impronte non erano state realizzate da una qualche creatura sovrannaturale, più che altro da ominidi appartenenti alla specie dell’Homo Heidelbergensis. Secondo la teoria più accreditata, si stavano recando presso una fonte vicina per abbeverarsi, ipotesi accertata dalle altre e numerose impronte di animali ritrovate.

Alla suddetta specie sono state riconosciute particolari caratteristiche, come l’altezza di un metro e 60 e la robustezza fisica: ciò non sembra trovare però conferma nella minutezza delle orme, che dunque si pensa possano appartenere a giovani che decisero di evitare la strada percorsa dagli adulti ed adottare un nuovo sentiero.

Sono state individuate ben 100 orme, in aggiunta alle 56 iniziali, con una conseguente suddivisione in ben 7 piste fossili. Sono contenute nel sito paleontologico di Tora e Piccili che, sebbene non goda del flusso turistico tipico delle grandi città metropolitane, è soggetto alle attenzioni di molti studiosi e per la sua indubbia rilevanza storica dovrebbe essere riconosciuto e pubblicizzato al meglio. È e rimane parte del prezioso bagaglio storico che la nostra terra porta con sé da millenni: va dunque tutelato e valorizzato affinché non venga dimenticato.