Le corsie preferenziali possono essere usate dai motocicli

Le corsie preferenziali possono essere usate dai motocicli

La Cassazione ha definito innovativa, la decisione del giudice di prime cure nonché quella del giudice dell’appello nell’interpretazione dell’art.7 del Codice della Strada, ritenendo plausibile la circolazione dei motocicli nelle corsie preferenziali dei mezzi pubblici.

la Cassazione ha ritenuto corretto con l’ordinanza n.16801/2022 compensare le spese, ai sensi dell’art. 92 c.p.c., in quanto la questione relativa della circolazione dei motocicli nelle corsie preferenziali è da considerarsi ad oggi nuova.

L’accesso dei motocicli nelle corsie preferenziali dei veicoli pubblici, che non vengono intralciati dalla circolazione dei mezzi a due ruote, decisamente meno ingombranti di quelli a quatto ruote, e da considerarsi innovativa.

Il fatto scaturisce dalla contestazione effettuata da un cittadino avverso a 12 verbali di accertamento del Codice della Strada innanzi al Giudice di Pace. In seguito accoglimento del ricorso in virtù del fatto che “il divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici non riguarda i ciclomotori. Le dimensioni ridotte di questi mezzi infatti non creano intralcio ai mezzi pubblici.” Le spese vengono compensate per “giusti motivi”

Da tale decisione ne scaturisce l’impugnazione limitatamente alle spese compensate ed il Tribunale quale giudice di appello conferma la decisione del G.d.P perché, dalla formulazione dell’art. 7 del  Codice della Strada emerge chiaramente che “la volontà del legislatore è quella di fare in modo che i mezzi pubblici possano circolare nelle corsie loro riservate senza intralcio. Da qui il divieto limitato ai veicoli a 4 ruote, poiché la circolazione dei mezzi a due ruote in questi spazi non può considerarsi offensiva.”

Da ciò scaturisce che la compensazione delle spese è motivata dalla novità della questione .

Il ricorrente adisce la Suprema Corte che ritiene il ricorso inammissibile in quanto le ragioni per le quali la decisione si doveva considerare come una novità assoluta. Per gli Ermellini “la questione di diritto relativa alla compensazione delle spese processuali per assoluta novità della questione trattata in modo conforme alla giurisprudenza di questa corte e l’esame del motivo di ricorso non offre elementi per mutare tale orientamento.”

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco