Ma le donne chiedono la parità di genere o pari opportunità? Se ne è parlato al Museo Campano di Capua

Ma le donne chiedono la parità di genere o pari opportunità

Venerdì sera al Museo Campano di Capua si è svolto “Donne: volti, cuori, anime tra passato, presente e futuro” , il secondo appuntamento della rassegna “Vestigia sui sentieri delle Matres” organizzato dal Cda del Museo, presenziato da Rosalia Santoro.

Il convegno, arricchito dalle coreografie di Roberta De Rosa della Arb Dance Company diretta da Annamaria Di Maio, si è svolto nell’androne coperto antistante la sala delle Matres. Sono intervenuti, fra gli altri, il Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto e il soprintendente Abap per Caserta e Benevento Mario Pagano.

Ma le vere protagoniste sono state le illustri donne presenti che con i loro interventi hanno dato vita ad un interessante confronto sul mondo femminile moderato dalla giornalista Lidia Luberto. Oltre a Rosalia Santoro hanno contribuito Flora Beneduce, Jolanda Capriglione, Drusilla De Nicola, Fernanda D’Ambrogio, Anna Ricciardi, Argia Dell’Aquila, Nicoletta Petrillo.

“Dei problemi delle donne e dell’universo femminile – secondo Raffaele Ruberto – non se ne parla mai abbastanza. Sono consapevole della distanza che ancora c’è per giungere ad una reale parità fra i due sessi. Certamente il pensiero va molto spesso ai fenomeni tragici dei femminicidi, e ogni forma di violenza sulle donne che il più delle volte si consuma all’interno delle coppie famigliari. A mio avviso c’è un vizio di fondo che è di natura culturale, quello della percezione di una disparità fra uomo e donna. E credo che sotto questo aspetto ci sia ancora molto da fare.”

“Le donne – ha aggiunto il Prefetto di Caserta – non sono una “riserva indiana”, un patrimonio da tutelare, se non altro perché statisticamente sono più degli uomini. Eppure ci ritroviamo a parlare delle donne come se fossero una minoranza da proteggere. Quindi mi auguro che anche iniziative come queste contribuiscano ad eliminare questo paradosso culturale.”

“Sono contenta dell’ampia partecipazione a questo evento, – ha dichiarato la Presidente Rosalia Santoro – anche perché questo Cda sta lavorando con tanta passione per portare questo Museo Campano a quello che veramente si merita di essere. Abbiamo messo subito mano ad eventi importanti, toccando tematiche che siano non solo attuali ma che ci facciano ripercorrere vestigia. Infatti abbiamo chiamato questa rassegna “Vestigia” perché ci siamo voluti mettere sulle orme delle Matres, partendo quindi dall’antichità per arrivare fino ad oggi per proseguire fino al futuro.”

“Il convegno di stasera – ha proseguito Santoro – l’ho voluto fortemente perché le donne sono le protagoniste. Le donne sono quelle che nella storia hanno lasciato la loro impronta in maniera costante e indelebile. Queste Matres che noi ammiriamo nelle sale del museo ce lo dimostrano, la maggior parte di loro è rappresentata con i bambini in braccio a simboleggiare che la donna da la vita.”

Decisamente fuori dalle righe l’intervento di Jolanda Capriglione: “E’ da un centinaio di anni che si dibatte sul confronto su parità e pari opportunità. Ma volete sapere come la penso? A me la parità non piace, perché non la capisco, è un mio limite. In questi ultimi tempi si parla di tante false problematiche legate al mondo femminile: una su tutte la polemica sulla statua della spigolatrice di Sapri che, secondo alcuni, avrebbe fattezze troppo provocatorie. Secondo me si gira intorno al vero problema e non lo toccano realmente. ‘Cancelliamo il femminile, cancelliamo il maschile…’ ma perché?  Il vero problema secondo me sono l’educazione, i servizi, le strutture.”

“Se noi continuiamo a parlare di temi – ha concluso la Capriglione – che non ci toccano realmente la vita quotidiana delle donne, delle mamme, delle mogli, il problema femminile non lo si affronta sul serio. Se per esempio Rosalia Santoro non avesse avuto accanto un uomo forte e sicuro, non avesse avuto una famiglia e delle possibilità economiche per potersi concedere tante altre cose, oggi non ricoprirebbe questo prestigioso incarico.”

Particolarmente interessante anche l’intervento di Drusilla De Nicola, avvocato di Spazio Donna: “Spazio Donna è un’associazione con la quale collaboro e nella quale sono entrata circa venti anni fa. Attraverso il servizio di ‘Telefono rosa’ collegato al numero di emergenza nazionale riceviamo diverse richieste di aiuto da parte di donne maltrattate.”

“Le donne hanno superato gli uomini nel raggiungimento di titoli di studi – ha proseguito l’avvocato De Nicola – ci sono donne magistrato, donne avvocato, sono tutte in percentuale più alta. E poi c’è il ‘tetto di cristallo’. E cos’è che ci ferma e non ci fa sfondare questo tetto? La mia opinione, e che spero possa essere condivisa, è che il tetto sia rappresentato dal sentimento che ci porta ad individuare le donne in compiti di cura.”

“Si dice sempre che dietro un grande uomo ci sia una grande donna – ha concluso la rappresentate di Spazio Donna – ma spesso è vero il contrario: dietro una grande donna c’è un grande uomo. Perché ritengo che il problema della violenza si elimina solo con un progresso culturale. Quindi proviamo a passare il testimone agli uomini: un altro uomo che riconosce il valore culturale dell’eguaglianza, della parità intesa in senso positivo, senza disconoscere le differenze che caratterizzano le donne, può veramente compiere un significativo passo in avanti.”

Una nota di colore, in tutti i sensi, l’ha data l’artista Simona Giglio che, da una semplice curva tracciata sulla tela bianca dal prefetto Raffaele Ruberto, ha realizzato in tempo reale un capolavoro sul tema della serata, cioè la condizione femminile.