Le Iene negli ospedali di Caserta: ecco a voi la “malsana” sanità

Caserta – In inglese, diremmo che le Iene hanno eseguito il classico “drop the bomb”, sganciato la bomba, in italiano ci limiteremo a dire che hanno calato il carico da 90 in una situazione fin da tempo bollente e da troppo tempo volutamente obnubilata.
Parliamo del servizio di Gaetano Pecoraro delle Iene, tornato nelle sedi dell’ASL Caserta, per constatare una situazione sanitaria critica.

Con il triste primato di maggior numero di morti evitabili, i medici della ASL Caserta hanno preferito non mostrarsi temendo il licenziamento ma non sono stati parvi nelle denunce, che vanno da macchine non in grado di rilevare tumori fino a sale operatorie soggette a infiltrazioni piovane.

Carenze strutturali, totale assenza di servizi fondamentali ma anche e soprattutto totale assenza di valori umani, quei valori umani di chi dovrebbe tutelarci e invece ci rovina, trincerandosi dietro l’articolo 18, machiavellica reinterpretazione di una legge chiarissima ma volutamente annacquata e annebbiata fino a diventare incomprensibile, motivo di discussione e scudo di chi il Giuramento d’Ippocrate lo ha accartocciato, preferendo l’interesse del singolo ai bene dei pazienti.

“Una dirigenza inutile e incapace” è l’ennesima denuncia dell’ennesimo lavoratore dal volto oscurato, spaventato alla prospettiva di perdere il lavoro.
Inutile, incapace, e spesso senza i dovuti titoli e senza aver vinto alcun concorso.
Il servizio inizia dalla fine, ossia da Vincenzo De Luca, Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Campania, che davanti alle prove della malasanità che affligge la nostra regione e soprattutto la nostra provincia, letteralmente, scappa.

Uno scenario abbastanza desolante, ma mai desolante quanto la situazione capitata al Dott. Di Cicco, che, reo di aver denunciato le nefandezze di un ospedale di Caserta , è stato interdetto dalla sua professione, chiaramente reo di “aver parlato”.
La denuncia è stata raccolta e ascoltata dalle Iene che,dopo uno spiacevole tour negli ospedali di Aversa, Sessa Aurunca e Maddaloni, hanno sottoposto al Direttore Amministrativo del Policlinico di Milano F.Agrò, i curricula di tanti direttori dei vari dipartimenti degli ospedali casertani, ricevendo sempre la stessa risposta: praticamente nessuno, tra i soggetti sottoposti, potrebbe ricoprire la carica in cui si trova.Nominato tramite l’articolo 18” è il mesto responso dell’ Agrò, e cosi’ le carte vengono scoperte:primari di chirurgia, direttori del reparto, tutti nominati tramite suddetta legge, tutti, per anni, ricoprenti ruoli non di loro competenza.

Ma cosa sancisce questo articolo 18?
Sinteticamente, in attesa del pubblico concorso, viene permessa una sostituzione di 6 mesi più 6 mesi in attesa del concorso.

Mesi, che in alcuni casi, diventano anni.
Ma, venendo al sodo, qual è l’utilità di tenersi dei facente-funzione, probabilmente inadeguati al loro effettivo ruolo?
Un dottore lo spiega amaramente:
“Sei sei facente-funzione sei soggetto a ricatto, e se non fai quello che ti dice chi ti ci ha messo lì, ti sostituisco”.
Gira e rigira, dunque, siamo alle solite; questa non è che l’ennesima macchia dell’ennesima brutta storia della nostra regione, su cui fin troppo tempo si erano chiusi gli occhi.

Di fronte alla verità, i soggetti interpellati si trincerano con la squisitamente italiana burocrazia, dietro malloppi di carte e gomitoli di parole, fin troppe.
E i pazienti,nel frattempo,muoiono.
E la nostra regione, nel frattempo, indossa, senza neanche troppa vergogna, la maglia nera delle morti evitabili.