Le indagini sotto copertura delle forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza

Sotto copertura

Le attività di intelligence dei servizi segreti italiani e di strutture specializzate delle forze di polizia sono soprannominate operazioni di infiltrazione o di copertura. La rinnovazione delle agenzie italiane di informazione per la sicurezza (L.3.8.2007) è stata attuata al fine di porre in essere una disciplina accurata per i servizi segreti ed in particolare con l’art.24 che ha stabilito le modalità con cui l’identità di copertura venga posta in essere per gli agenti. L’art.25 determina l’esercizio in cui si concretizzino attività simulate come ad esempio finte imprese commerciali. All’art.26 viene stabilito il trattamento delle notizie personali con l’utilizzo di un apposito servizio ispettivo soprannominato D.I.S. Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Per gli ufficiali di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nonché per tutti coloro che operano nelle strutture specializzate ed anche alla Direzione Investigativa Antimafia nei propri ambiti in seguito alla ratifica della Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato transnazionale la Legge n. 146 del 2006 ha disciplinato in maniera generale tutte le operazioni sotto copertura analizzando una causa di giustificazione determinante per le attività.

Per tale causa di giustificazione non sono punibili gli agenti di polizia giudiziaria delle rispettive forze di polizia   che “anche per interposta persona, danno rifugio o comunque prestano assistenza agli associati, acquistano, ricevono, sostituiscono od occultano denaro, armi, documenti, sostanze stupefacenti o psicotrope, beni ovvero cose che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato o altrimenti ostacolano l’individuazione della loro provenienza o ne consentono l’impiego o compiono attività prodromiche e strumentali”.

Risulta necessario precisare che si distingue l’agente infiltrato (denominato undercover) dall’agente provocatore in virtù della disamina in diritto. L’undercover è un appartenente all’organico delle Forze di Polizia o che collabora con esse (c.d. extraneus) che attua, durante un’attività investigativa ufficiale, una condotta di “mera osservazione, di controllo e di puro contenimento dell’altrui attività illecita”. Pertanto tale intervento si pone in caso di sospetti configurabili su una o più persone in merito ad un’attività di preparazione o di commissione di uno o più reati. L’operatore di polizia in undercover ovvero infiltrato deve inserirsi in una o più attività rilevanti sotto il profilo penale con lo scopo di raccogliere prove su reati od su persone che abbiano commesso tali reati tanto per cogliere in flagranza di reato gli autori di delitti senza assumere mai un ruolo di istigatore od ideatore nella commissione degli stessi (determinatore).

Di diversa natura è il ruolo dell’agente provocatore che a parità di condizioni dell’agente infiltrato con una identica volontà investigativa, esplica una condotta definita attiva ovvero di induzione, ideazione ed esecuzione di uno o più fatti penalmente illeciti che non sarebbero stati posti in essere senza il suo intervento determinante.

Le attività sottocopertura, introdotte per la prima volta in materia di indagini antidroga con l’art.9 della  Legge 146 del 2006 sono state modificate dall’art- 8 della L.13/08/2010  che ha previsto che l’undercover può svolgere la sua attività solo al fine di acquisire elementi di prova quando si pone in essere un’attività di intelligence in materia di contraffazione, estorsione, sequestro di persona, usura, riciclaggio e reimpiego di danaro, delitti contro la personalità individuale, quali riduzione in schiavitù, prostituzione e pornografia minorile, turismo sessuale minorile e da ultimi per i delitti in materia di armi, munizioni ed esplosivi, immigrazione, delitti con finalità di terrorismo o di eversione ed in materia di stupefacenti.

Il nostro legislatore con la L. 9 gennaio 2019, n. 3  ha attuato una riforma dell’attività di undercover ponendo dei limiti alla precedenti disposizioni previste della legge 146 del 2006 limitando le operazioni di undercover come infiltrato ma non come agente provocatore.

L’agente impiegato in operazioni speciali sotto copertura infiltrato nell’ambito amministrazioni pubbliche non risponderà penalmente di dazioni di denaro improprie solo in casi di esecuzione di un accordo illecito già concluso da altri  od anche nei casi di promessa o consegna di  denaro o utilità sollecitati da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, o dall’aver dato corso a una richiesta di pagamento illecita.

L’operatività dell’agente undercover si amplia, invece, con la concussione, la corruzione durante l’esercizio di una funzione e  quella per atto contrario ai doveri d’ufficio, la corruzione propria aggravata dall’avere ad oggetto pubblici impieghi o stipendi o pensioni, arrivando al pagamento o al rimborso dei tributi, la corruzione in atti giudiziari, l’induzione indebita a dare o promettere utilità, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco