Le nonne hanno sempre ragione: i proverbi napoletani più veritieri

Gli antichi proverbi napoletani ci accompagnano ogni giorno, a partire dalla prima febbre che ogni nonna definirebbe certamente “freva ‘e criscenza”, e tutti i medici continuano a chiedersi se questa “febbre di crescita” esista o meno. Per crescere bene, però, a detta delle nonne i bambini dovrebbero bere qualche calice di vino, dal momento che “’o vino fa sang” (il vino fa sangue); scientificamente è anche giusto, tuttavia, è certamente impossibile sostituire il biberon con il fiasco di vino.

I ragazzi, invece, nonostante siano tutte “cape toste” (teste dure), beneficiano dai nonni dell’immancabile “cinquant’euro pe’ t’accattà ‘o gelato”, cioè i soldi da spendere per piccoli piaceri quotidiani. Del resto, “ogni scarrafone è bello ‘a mamma soja”, ovvero ogni scarafaggio è bello per la propria madre… ma anche per la nonna!

Tanti sono anche i proverbi riguardanti i soldi, che secondo le nonne “fanno venì ‘a vista ‘e cecate” (fanno tornare la vista ai ciechi), per dire che molti per il denaro farebbero di tutto, anche dei miracoli come, appunto, quello di fare vedere i ciechi. È anche vero, però, che “’a lira fa ‘o ricco, ‘a crianza fa ‘o signore” (i soldi fanno il ricco, la buona educazione fa il signore): è un proverbio che sottintende il fatto che i soldi non bastano, siccome la ricchezza d’animo si può acquisire soltanto attraverso le buone maniere. Tutti bramano il denaro, ma chi ne è in possesso è spesso restio a spenderlo…è importante, tuttavia, tener conto che “’o sparagno nun è maje guadagno”, cioè “il risparmio non porta mai al guadagno”. Molto spesso, infatti, pur di risparmiare compriamo qualcosa che “dura Natale e Santo Stefano” e ci costringe, dunque, a spendere il doppio per sostituirla.

Protagonista dei detti napoletani è anche la figura di Pulcinella, la tradizionale maschera campana che incarna l’anti-eroe ribelle napoletano: “dopp’ arrubbate, Pulecenella mettette ‘e cancielle ‘e fierro”, ad esempio, è un proverbio che ci mostra l’irriverenza del personaggio ma che rispecchia anche una situazione abituale. A volte, infatti, come Pulcinella mise i cancelli di ferro dopo essere stato derubato, così si pone rimedio ad una situazione soltanto quando ormai è troppo tardi.

I proverbi antichi offrono anche tanti spunti per riflettere sulla vita quotidiana. “Nun sputà n’ciel ca n’facc te torna”, recita uno di questi per dire che in generale non giova mai “sputare” sulle cose buone perché se ne trarrebbe un danno, a riprova del fatto che “’a meglio parola è chella ca nun se dice” (la parola migliore è quella che non si dice). Talvolta, infatti, è meglio tacere piuttosto che parlare avventatamente.

Una cosa, però, è vera: le nonne hanno sempre ragione e il detto che meglio rappresenta la filosofia di Pulcinella e di tutti i campani è “chi nasce afflitto more scunzulato”, cioè “chi nasce pessimista, muore sconsolato”. È un proverbio che invita a vivere ogni situazione con positività, perché altrimenti non potremo mai essere felici.