Le suadenti sonorità di Anastasia Cecere e Gianluca Vanità al Piccolo Teatro CTS di Caserta

Gianluca Vanità alla chitarra ed Anastasia Cecere al flauto
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Venerdì sera, sul palco del Piccolo Teatro CTS di Angelo Bove, a Caserta, si è esibito un duo originale ed accattivante musicalmente: Gianluca Vanità alla chitarra ed Anastasia Cecere al flauto traverso.

Affiatati e sempre sincroni, i due musicisti hanno proposto un repertorio nuovo ed intrigante dal punto di vista sonoro ed emotivo: brani di fine Ottocento italiani ma con influssi di musica argentina e brasiliana.

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Come ben hanno illustrato i due artisti, le composizioni classiche del XIX secolo si sono ben fuse con i ritmi e le cadenze del Sud America, dando vita ad uno stile nuovo, orecchiabile e caldo.

Parliamo dello Choro brasiliano, in particolare, il quale nasce intorno al 1870, quando i suonatori di musica popolare di Rio de Janeiro cominciarono ad eseguire, in forma “brasilianizzata” e con forte influenza dei ritmi di origine africana, il repertorio di danze europee che erano in voga nei salotti dell’élite del XIX secolo, come il valzer, lo scottish e la polca.

Da allora, l’universo musicale dello Choro ha sempre abbracciato diversi ritmi e stili, tra cui polca, valzer, baião, frevo, maxixe e tango brasileiro e ha influenzato in maniera determinante lo sviluppo del samba e della bossa-nova.

La formazione più caratteristica all’inizio era chitarra (violão), flauto e cavaquinho e, per questo motivo, Anastasia Cecere ha scelto di cimentarsi in un percorso fantastico di sonorità ed accenti tipicamente sudamericani, grazie all’insostituibile supporto delle sei corde di Gianluca Vanità.

Castelnuovo Tedesco apre il concerto con la “Sonatina“, un brano molto delicato con un bellissimo dialogo tra i due strumenti; a seguire il brano “Sheerazade” che ha condotto il pubblico in un’atmosfera sognante, misteriosa ed onirica dove i trilli, le volatine, gli sfumati del flauto inducevano ad immaginare luoghi e colori orientali. Gli accordi, le progressioni armoniche e gli “assoli” della chitarra fungevano da supporto e da cornice in un quadro a forti tinte.

Il passaggio, poi, alla musica brasiliana ed argentina è stato graduale ed imprevedibile: infatti il Choro brasiliano risulta potente perché coinvolgente, ma suadente nelle melodie, ricordando così la musica portoghese, la nostalgia, il Fado, l’amore e quello proposto si intitola “Rosa“, un valzer appunto in stile brasiliano.

Il famosissimo brano “Tico-tico” è senz’altro un samba che porta gioia e felicità, tanto da essere stato eseguito come bis.

Con Garcia Lorca e Astor Piazzollasi conclude il viaggio emozionale: il poeta è infatti stato anche musicista e se ne propone la “Sevillana” e la “Tarara“, per poi passare a  Piazzolla, i cui brani eseguiti hanno davvero lasciato senza fiato: la bravura esecutiva e tecnica dei due artisti lascerà il segno, insieme ad una grande interpretazione.