Legambiente Campania sulla politica energetica: “Basta difendere modelli energetici vecchi e inquinanti”

Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania critica aspramente, attraverso un comunicato stampa dedicato, la strada intrapresa dalla Regione Campania sul fronte della politica energetica: “La nuova centrale turbogas di Presenzano, la richiesta del raddoppio di quella di Sparanise, la paventata ipotesi di un’altra centrale nell’area industriale di Benevento con il progetto di deposito di Gas naturale liquido nella darsena di San Giovanni a Teduccio a Napoli sono il segnale di una politica energetica schizofrenica che da un lato indica la strada maestra nella transizione ecologica e dall’altra autorizza impianti e infrastrutture inutili e inquinanti.

Basta difendere modelli energetici vecchi servono impianti a fonti rinnovabili che rappresentano il volano per un Campania che crede e vuole investire sull’ambiente, su efficientamento energetico e innovazione.”

Ad oggi, commenta Legambiente, sul territorio della Regione Campania sono presenti 192 centrali, con una potenza complessiva nominale pari a 2,5 GW, di queste ben tre con potenza installata superiore a 50 MW, e una produzione di energia elettrica di circa 7.769,7 GWh (dati Terna 2019).

“Le nuove ipotesi di centrali a gas e le infrastrutture a supporto (deposito Gnl darsena San Giovanni) – prosegue presidente Legambiente Campania – con la scusa della messa in sicurezza del sistema energetico, rappresenta esattamente la direzione opposta di quella che andrebbe seguita. Partendo dal fatto, come ampiamente messo in evidenza dal nostro dossier “La decarbonizzazione in Italia non passa per il gas” come, per affrontare la transizione energetica e per rispondere alle esigenze di sicurezza e flessibilità della rete, nel nostro Paese, non sia necessaria la realizzazione di nessuna nuova centrali a gas. Basti pensare infatti, che il parco di centrali a gas oggi esistenti nel nostro Paese, lavora una media di 3.200 ore l’anno. Una media assai inefficiente rispetto al potenziale delle 8.000 ore annuali.

Infatti, basterebbe portare le ore media di lavoro delle centrali a 4.000 per sopperire alla chiusura delle centrali a carbone prevista per il 2025. Un dato – conclude Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania – che si scontra sull’utilità della nuova centrale di Presenzano, i cui committenti dichiarano un monte ore di esercizio pari a 8.160 ore/anno, a condizioni attuali, un unicum nell’esperienza italiana. L’inadeguatezza poi di realizzare un deposito GNL nella Darsena di San Giovanni a Teduccio in un territorio che aspetta da decenni la bonifica”.