Legambiente a Castel Volturno per la Giornata Mondiale delle Zone Umide

Escursioni guidate, convegni, azioni di volontariato, birdwatching, citizen science. Un week-end ricco di iniziative in tutta la penisola quello che promuove Legambiente per la Giornata Mondiale delle zone umide che si celebra ogni anno il 2 febbraio, per ricordare la firma della Convenzione di Ramsar del 1971. Paludi, torbiere, distese di acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata sono, infatti, luoghi che oltre ad accogliere e conservare una ricca diversità biologica di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati, garantisce risorse di acqua e cibo e svolge una funzione di mitigazione ai cambiamenti climatici.

Grazie all’impegno dei circoli territoriali che quotidianamente portano avanti esperienze di tutela e conservazione di questi habitat complessi e delicati, Legambiente promuove decine di iniziative in tutta Italia. L’appuntamento principale è a Castel Volturno (CE), dove domani – sabato 2 febbraio – dalle ore 9 nella sala del Consiglio comunale in piazza Annunziata, si terrà il convegno “Conservare, gestire e fruire le zone umide”. Un appuntamento – realizzato in collaborazione con Cesbim Campania Bonifiche; il Consorzio generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno e il patrocinio di Federparchi; dell’Ente Riserve naturali regionali Foce Volturno/Costa Licola, Lago Falciano e del Comune di Castel Volturno – per fare il punto sullo stato di conservazione e gestione dei sistemi idrici del nostro Paese e per promuovere la conoscenza, le buone pratiche gestionali e le opportunità di fruizione di questi ecosistemi presso cittadini, fruitori e amministratori.

A seguire ci sarà un’escursione guidata presso l’Oasi dei Variconi (a cura di Stefano Raimondi, Pasquale Raia, Francesco Pascale di Legambiente e in collaborazione con l’associazione Le Sentinelle) per scoprire le bellezze dell’area umida attorno alla Riserva naturale di Castel Volturno: un’area naturale e protetta, grazie ai suoi laghetti di acqua salmastra (circa 60 ettari di territorio a sinistra di Foce Volturno) e dov’è presente il primo itinerario di birdwatching del Mezzogiorno. Un’area palustre di elevata importanza perché teatro di straordinarie bellezze naturali, interessata da flussi di uccelli migratori che provengono dall’Africa e si dirigono verso le zone di nidificazione dell’Europa Centro-orientale.

Legambiente organizzerà, non solo in questo week-end ma anche nei prossimi giorni, iniziative per far conoscere questi luoghi straordinari dal punto di vista ambientale ma spesso sottovalutati. Tra le varie iniziative anche quella al Lago d’Averno a Pozzuoli (NA)  con avvistamenti avifaunistici e visita guidata riguardante aspetti naturalistici, mitologici e archeologici dell’area (appuntamento domenica 3 febbraio alle ore 10.00 all’ingresso del lago – via Lago D’Averno, nei pressi del “ristorante bar Caronte” – Pozzuoli).

A Castel Volturno, così come in tante altre parti d’Italia, si svolgeranno anche attività di citizen science, nell’ambito del progetto di Legambiente Volontari x Natura che ha l’obiettivo di diffondere la cultura del volontariato e sviluppare la pratica della cittadinanza attiva, promuovendo l’interesse per l’ambiente attraverso campagne di monitoraggio ambientale.

La tutela delle zone umide a livello mondiale è stata sancita il 2 febbraio 1971 dalla Convenzione di Ramsar, che è sottoscritta oggi da 170 Paesi, ed è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questo particolare ecosistema. In Italia queste aree sono 65, per un totale di 82.331 ettari (secondo l’elenco stilato dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare). Sono però anche tra gli ecosistemi più a rischio del pianeta. La pressione antropica e il riscaldamento globale ne mettono sempre più a rischio gli equilibri delicati e complessi, basti pensare che nell’ultimo secolo, oltre il 64% delle zone umide sono ormai scomparse(fonte Ispra). E secondo i dati della prima Lista Rossa Europea degli Habitat, oltre un terzo degli habitat terrestri sono attualmente in pericolo di scomparsa, in particolare più di tre quarti delle paludi e torbiere e quasi la metà di laghi, fiumi e coste (fonte IUCN 2015). Al centro della campagna mondiale ci quest’anno proprio il tema dei cambiamenti climatici e come queste aree possano contribuire a frenarne gli impatti.

Quest’anno, inoltre, il percorso messo in campo da Legambiente sul tema acqua si incrocia con la consultazione pubblica sulla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), uno dei più importanti provvedimenti europei per la tutela delle acque interne, che in questi mesi è sotto osservazione da parte degli Stati Membri. Sono state infatti proposte alcune modifiche che porterebbero ad un significativo indebolimento della legge europea sulle acque. Per favorire la partecipazione e l’informazione dei cittadini, Legambiente ha aderito alla campagna europea #ProtectWater.

Tutti gli appuntamenti della Giornata mondiale delle zone umide a questo link: https://natura.legambiente.it/partecipa/appuntamenti/