Simona Molinari chiude il Settembre al Borgo 2021 con un’entusiasmante performance

Simona Molinari
Credit Photo Gennaro Buco

Ieri sera, immersi in un’atmosfera suggestiva e pervasa da una frescura post-temporale, gli spettatori accorsi per ascoltare la voce unica e straordinaria di Simona Molinari, hanno partecipato alla serata conclusiva del Settembre al Borgo 2021, con un’artista unica nel suo genere che, a detta del Direttore Artistico Enzo Avitabile che ne ha presentato l’ingresso sul palco, nasce come cantante jazz-swing, ma si è evoluta verso il “new-time”, come oggi in America viene definito ed apprezzato questo nuovo filone musicale, che non stravolge i canoni della sua genesi, ma li amplia e li proietta verso sonorità e suggestioni strumentali più moderne.

Non so se mi avete capito” commenta lo stesso Avitabile dopo la presentazione della cantante, ha cercato di spiegare quale è la sensazione che il suono produce e come si possa interpretare, in un modo quasi assoluto, fisico ed assimilabile ad una sensazione forte, completa, nel contesto di un brano.

Nata a Napoli, ma cresciuta all’Aquila, Simona Molinari si avvicina al mondo della musica sin da giovanissima, iniziando a studiare canto all’età di otto anni, per poi concentrarsi dapprima sulla musica leggera e sul jazz e in seguito sulla musica classica, fino a raggiungere il diploma al Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila.

Partecipa al Festival di Sanremo nel 2009 e così sigla l’esordio discografico con “Egocentrica“, il primo album. Premiata come Miglior Giovane Artista al Wind Music Awards nel 2010 inizia la sua brillante carriera, ricca di succesi e collaborazioni con artisti di calibro internazionale in un tour asiatico.

Partecipa al Festival di Sanremo nel 2013 in coppia con Peter Cincotti, insieme al quale presenta “Dr. Jekyll Mr. Hyde” e “La felicità“; nell’agosto 2013 partecipa al Festival Musicale dedicato alla storia della musica napoletana “Napoli prima e dopo” con il brano “Maruzzella”.

Nel marzo 2014 si esibisce a Mosca nel Club “Manon” e al “Teatro Estrade”. Nello stesso anno partecipa al musical “JesusChrist Superstar”, interpretando il ruolo di Maria Maddalena ed è ospite fissa del programma condotto da Massimo Ranieri su Rai 1 “Sogno e son Desto”.

Insomma a soli trentotto anni la cantante napoletana, ma aquilana di adozione, ha al suo attivo progetti musicali originali ed accattivanti, vantando collaborazioni artistiche con grandi nomi della musica: cantautrice, compositrice ed attrice, Simona Molinari dipinge quadri di vita nelle sue canzoni, con la determinazione e la delicatezza che solo la bravura e l’esperienza possono garantire. I temi sono sicuramente dedotti dal vissuto quotidiano, ma in modo puramente unico e particolare, giocando con effetti vocali ambiziosi, come acuti ed imitazione di strumenti, vocalizzi ed impegnativi prolungamenti di suono. Divertente il duetto con il clarinetto, di cui ha preso in prestito la sonorità pe farne un virtuosismo.

Plauso non meno generoso alla band, straordinariamente affiatata, con la quale l’artista ha ballato e seguito le improvvisazioni, tutte performanti e perfette, come i colori in una tavolozza dove si affiancano, si sovrappongono e si inseguono tra loro: pianista eccellente, bassista e chitarrista incisivi, batterista che, in alcuni brani, è diventato anche supporto dialogante con la chitarra.

I suoi testi sono sempre diversi tra loro, ricercati e mai banali, espressione di uno stato d’animo in continua evoluzione, parte di un genere morbido, che genera felicità e serenità, ma anche ritmo e forza: un inno alla vita.

I grandi successi proposti ieri sera sono stati ascoltati e seguiti con grande trasporto: “Dr. Jekyll Mr. Hyde”, “La felicità”, “Maruzzella”, un omaggio a Amy Winehose con “Back to black” e, tra le molte altre, “Forse”, con la quale ha invitato il pubblico, numeroso ma osservante delle norme anti-covid e munito di green-pass, a duettare con lei, divertendosi.

Agile e ritmicamente tutt’uno con la sua musica, ha poi parlato dell’amore, quello giusto, il primo, quello che va dimenticato, ma che, dopotutto deve far parte della nostra vita e nel quale dobbiamo sempre continuare a credere.