Leonardo da Vinci “offeso” dalla fiction: spettatori in fuga e pioggia di critiche sulla produzione Rai

Leonardo da Vinci

Costata 30 milioni di euro e annunciata come “evento”, la serie televisiva dedicata a Leonardo da Vinci non è piaciuta agli italiani

Ad attestarlo, oltre alle recensioni di molti giornali e dei telespettatori sulle bacheche Rai, sono i numeri: dopo il boom dell’esordio, con 6.950.000 spettatori e il 28,2% di share, la fiction a tinte noir sulla vita di Leonardo da Vinci in onda su Rai Uno ha perso colpi, arrivando a perdere in tre puntate oltre un milione di spettatori e ben 7 punti. La terza puntata della serie, infatti, ha registrato 5.307.000 spettatori e il 21.7% di share.

Ed è chiara la contestazione mossa alla produzione cinemtaografica che ha coinvolto tre grandi broadcaster pubblici, ossia Rai, France Télévision e ZDF: era necessaria tanta finzione ed inesattezze per raccontare il genio indiscusso dell’umanità?

E non sono bastate le dichiarazioni rilasciate a Repubblica dal produttore della serie Luca Bernabei. “Questo è un crime mistery. Noi facciamo serie tv, non documentari. Ci siamo ispirati a fonti vere, ma poi gli sceneggiatori hanno avuto la necessità di inventare qualcosa su una vita che ha molti punti oscuri. La storia di Caterina da Cremona, ad esempio, è vera perché ci sono dei contratti in cui Leonardo la chiedeva come modella. Abbiamo pensato che lei fosse la sua musa ispiratrice e abbiamo tessuto nella trama vera alcuni elementi di finzione”.

Negli intenti della serie, secondo quanto si legge in una nota stampa della Rai, la volontà è quella di “svelare il mistero di uno dei personaggi più affascinanti ed enigmatici della Storia. Conosciamo tutti le sue opere d’arte, ma il suo carattere è ancora ignoto. Cosa muoveva la sua infinita immaginazione? Quale travaglio nascondevano le sue più grandi creazioni?”.

I produttori hanno voluto raccontare “la storia di un genio la cui personalità complessa ed enigmatica rimane ancora oggi un segreto avvincente” e “svelare per la prima volta il mistero dell’uomo nascosto dietro al genio”.

Intenti che, da quanto rimbalza su giornali e social, non sembrano convincere gli italiani che rimarcano l’inutile scempio fatto alla verità storica di una vita straordinaria che non avrebbe avuto bisogno di “finzioni” per raccontare l’uomo emblema del genio, dell’arte, della scienza, della cultura e della storia non solo italiana ma mondiale.

E che proprio l’Italia, patria del genio Leonardo, avvalori lo scempio attraverso la Rai, tv pubblica che deve informare e promuovere la cultura, è ritenuto un imperdonabile offesa a vantaggio della già dilagante ignoranza.

E mentre Wikipedia già dedica un’ampia sezione alle “inesattezze storiche” contenute nella serie televisiva “Leonardo”, è sufficiente qualche esempio lampante per comprendere quanto la “fiction”  trasfiguri un patrimonio dell’umanità : scienziato, filosofo, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, matematico, anatomista, botanico, ingegnere, progettista anche pittore, e non “solo” pittore, per di più impacciato come finora è stato fatto passare nell’interpretazione dell’affascinante e tenebroso Aidan Turner.

  1. tra Leonardo e il Verrocchio non c’era tutta quella differenza di età che sembra esserci nella fiction, esplicitata da un alquanto maturo Giancarlo Giannini: Verrocchio, all’epoca della realizzazione del Battesimo di Cristo, aveva una quarantina d’anni o poco meno, mentre Leonardo era poco più che ventenne. Secondo il Vasari, Leonardo entra nella bottega del Verrocchio a soli 10 anni e ci arriva portato da suo padre. Leonardo è nato nel 1452 e ci sono prove della presenza di suoi disegni nella bottega del Verrocchio già nel 1462;
  2. nella vita di Leonardo non esiste alcuna Caterina da Cremona, nella fiction interpretata dall’eccellente Matilda De Angelis. L’unica Caterina nella vita di Leonardo è sua madre, una popolana che ebbe una relazione occasionale con suo padre, ser Piero da Vinci, stimato notaio e amico del Verrocchio.
  3. Leonardo non fu mai abbandonato da suo padre che dopo, aver fatto sposare Caterina con un contadino, lo volle con sé. Leonardo ebbe un infanzia tranquilla con una matrigna, gli altri suoi tanti fratelli, il nonno e lo zio. Alla morte del nonno si trasferì proprio col padre a Firenze.
  4. non ci sono riscontri storici sull’orientamento sessuale di Leonardo, mentre la fiction indugia sul suo essere gay: bisex o etero, Leonardo fu realmente accusato di sodomia ma senza alcuna prova. Si sa al contrario che non era affatto insensibile al fascino femminile;
  5. non fu mai accusato di omicidio;
  6. nessuna maledizione pendeva fin dalla nascita su Leonardo, piuttosto fu evidente fin da bambino la sua genialità;
  7. il ritratto di Ginevra de Benci fu sì commissionato da suo padre, che però morì prima di vederlo realizzato e che giammai cacciò Leonardo perché insoddisfatto come raccontato nella fiction Rai.