“L’equazione del cuore”: Maurizio De Giovanni al Capua il Luogo della Lingua Festival (videointervista)

L'equazione del cuore, Maurizio De Giovanni al Capua il Luogo della Lingua Festival

Per Maurizio De Giovanni il Capua il Luogo della Lingua festival è casa. E lo rimarca ogni volta che sceglie la città del Placito Capuano tra le prime tappe di presentazione dei suoi libri.

E quel premio Placito Capuano, che nel 2017 gli fu consegnato dal festival diretto da Giuseppe Bellone quale riconoscimento per la promozione della lingua e della letteratura, da allora gli fa compagnia alla scrivania sulla quale prendono forma i suoi successi, dal Commissario Ricciardi a I bastardi di Pizzofalcone, a Mina Settembre.

Ma all’incontro con la 17esima edizione del Capua il Luogo della Lingua festival, moderato dalla scrittrice Marilena Lucente, Maurizio De Giovanni ha raccontato “L’equazione del cuore“, il suo ultimo libro edito da Mondadori che racconta di un nonno e un nipote in un insolito dialogo sulla paternità che presto diventerà film, di e con Alessandro Gassman.

E nell’intervista rilasciata prima dell’incontro con il pubblico che gremiva il Museo Campano di Capua, ospite della presidente Rosalia Santoro e del direttore Gianni Solino, Maurizio De Giovanniha sottolineato:

Sì, tra me e Capua il Luogo della Lingua è proprio una equazione del cuore. Non solo per l’antica e profonda amicizia che mi lega al direttore artistico Giuseppe Bellone: ritengo che oggi più che mai rassegne come questa siano preziose, rare, e vadano supportate.

Oggi che la nostra meravigliosa lingua è sottoposta ad un violentissimo attacco, ciascuno di noi è chiamato a difenderla dalle nuove forme di comunicazione superficiale, dal pensiero grosso che non contempla sfumature. Ed in questo la parola scritta diventa fondamentale.

L’aver ricevuto il premio Placito Capuano già nel 2017 è motivo di grande orgoglio, e ritengo che ancor più oggi manifestazioni come il festival di Capua assumano importanza assoluta, da non dare mai per scontata“.

Servizio fotografico a cura di Aldo Romana