Lettera aperta dell’architetto Giancarlo Pignataro al presidente dell’Ordine Giornalisti della Campania

Giancarlo Pignataro

Caro Ottavio Lucarelli,

Ti scrivo perché volevo farti sapere che sei anche il mio presidente e non solo della collega Bicco. Ti sarà sfuggito che nel gruppo a lei avverso ci sono anch’io che pago regolarmente la quota da più di quindici anni e, quindi, ritengo spetti anche a me un po’ del tuo tempo quantomeno per ascoltare, come suggerisce il bon ton, anche l’altra campana.

Converrai che l’informazione oggi è sempre meno “messaggera della verità” e che, barcamenandosi tra le fake news, tende sempre più ad essere “informazione spettacolo”. Non devo essere certo io a ricordarti che Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e di opinione sanciti dalla Costituzione italiana, ed è limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui e dai doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

Premesso ciò, veniamo al dunque. Nella Conferenza Stampa del 2 agosto 2019, tenuta nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC in Corso Trieste a Caserta – seduto alla destra della collega Bicco (anche la prossemica ha la sua importanza) – hai dichiarato testualmente:

Grazie a Rossella per avermi invitato come Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e anche come Vicepresidente del Comitato Unitario delle Professioni della Campania. Ringrazio per avermi invitato non solo perché è una nostra iscritta, essendo lei giornalista pubblicista (…), ma la ringrazio perché è importante oggi essere presenti qui. Noi ci conosciamo ormai da un anno, abbiamo organizzato alcune iniziative assieme, quello che mi ha colpito di Rossella Bicco dal primo momento è il suo grande rispetto per l’istituzione Ordine, perché – adesso dico una cosa che vale un po’ per tutti – molti credono che gli Ordini Professionali siano una sorta di Bar dello Sport. Ci sono regole che vanno rispettate. (…) Questo è molto importante perché tutte le funzioni possono sempre essere interpretate in due modi: una è la funzione di servizio e l’altra è la funzione di potere. Ci sono persone, purtroppo, nel nostro paese (…) che non la intendono come funzione di servizio (…)

Quindi come Ordine dei Giornalisti e come Comitato delle professioni noi siamo vicini a te Rossella, e ti diamo non solo una solidarietà formale ma sostanziale, e continuiamo a seguire assieme questa vicenda.

Ottavio, a tutti può capitare di parteggiare per questo o per quello in maniera frettolosa, condizionati semmai da simpatia, dal fatto che uno è giovane  o da altro, per cui volevo solo tranquillizzarti che anche nello schieramento avverso alla signora Bicco può capitare che alberghino consiglieri che intendono il loro ruolo esattamente “come funzione di servizio”. Ed io sono proprio uno di questi sono. Faccio parte della Commissione Cultura da oltre vent’anni e abbiamo prodotto eventi, corsi di formazione, mostre e cataloghi, mentre con il Comitato di Redazione abbiamo dato alla luce diversi numeri della Rivista Mete e, con un gruppo ad hoc, redatto il noto Manifesto dell’Architettura in 10 punti che abbiamo portato in tutta Italia.

Tu ed io, siamo più o meno coetanei ma gli scenari della formazione negli anni Sessanta e Settanta saranno sicuramente differenti: i miei sono stati quelli impegnativi e rudi dei Rioni popolari (Tescione e Vanvitelli) dove, per fortuna mia, ho trascorso comunque un’infanzia felice e non certo per i mezzi economici a disposizione ma per lo smisurato affetto che infondeva la mia mamma (oggi quasi 90enne) mentre la “diritta via” me l’ha sempre indicata il mio compianto babbo, non con le parole ma con l’esempio del suo cristallino percorso esistenziale, avendo contribuito (come tanti onesti e semplici uomini e donne di allora) alla Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista sia al fianco dei partigiani che dei Servizi Strategici U,S,A e, poco più tardi, fervente assertore dell’unità sindacale come Di Vittorio, è stato sempre dalla parte dei più deboli.

A Mario Pignataro – e questo lo ricorderai perché eri presente anche tu – fu consegnata una targa quale decano dei pubblicisti casertani al Premio Buone Notizie 2011, alla presenza della nota giornalista RAI, Carmen Lasorella, del Presidente dell’Assostampa Caserta, Michele De Simone, del past president regionale, Ermanno Corsi e tua, già presidente Ordine Giornalisti della Campania.

Caro Ottavio mi perdonerai per queste precisazioni ma pensavo fosse giusto per tua conoscenza farti un quadro completo. Perché vedi, è un tuo diritto, a titolo personale, assumere le difese di chicchessia ma come persona delle istituzioni ritengo che debbano esistere altre procedure ed altre opportunità stilistiche. E poi scusami ancora: io che sono iscritto anche alla CGIL, a Italia Nostra onlus e all’Associazione Auto Storiche che dovrei fare? invitare i rispettivi presidenti regionali per farmi aiutare a dirimere controversie tra architetti? Ah, dimenticavo il presidente del Circolo Pickwick!

Nel ringraziarti del tuo prezioso tempo, confido in una tua cortese risposta.

Saluti cordiali, Giancarlo Pignataro

 

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