Lettera aperta di un cittadino di San Felice a Cancello alla futura amministrazione

Sono un cittadino di San Felice che è nato e cresciuto qui.

Scrivo questa lettera in merito alla situazione attuale del nostro territorio.

Negli ultimi dieci anni ho assistito ad un degrado ambientale, finanziario e politico senza precedenti. Vivere in questo paese è una scelta di vita non semplice: accettare di vivere qui significa, infatti, confrontarsi con un paese totalmente arretrato e che, a detta di molti, non offre nessuna possibilità in futuro. Eppure io adoro vivere qui, e non solo perché qui ci sono i miei genitori, i miei parenti, i miei amici di infanzia, ma perché vivere qui per me significa vivere a casa.

San Felice è il mio paese, ci conosciamo tutti. Conosco tutto della mia gente e delle sue abitudini. Sono assolutamente innamorato dei paesaggi che si confondono con l’orizzonte, dei terreni sempre ricchi di profumi e di colori, di un territorio che ha costruito la sua economia grazie al lavoro dei nostri padri agricoltori, dei nostri zii artigiani e delle nostre mamme, spesso impegnate nei lavori più umili pur di cercare di “tirare avanti”.

Appartenere a San Felice significa aver vissuto qui, aver frequentato, ad esempio, la piazza, aver “avuto a che fare con tutti” e aver imparato il mestiere più difficile di tutti: ”saper vivere in strada”. Oggi la piazza di San Felice è abitata soprattutto da extracomunitari, che hanno preso il posto, in termini di “numero di cittadini”, di tutti quei ragazzi che hanno sempre giudicato San Felice un paese morto e senza futuro.

Eppure, io amo la mia San Felice, il mio paese, la mia gente, i miei paesaggi, i miei profumi ,la mia piazza e mi auguro che la nuova amministrazione possa valorizzare tutto quello che San Felice ha di buono da offrire, perché a San Felice di buono c’è davvero tantissimo.

Per cominciare ci sono dei siti archeologici unici al mondo che, nonostante versino in uno stato di abbandono e di degrado, raccontano la bellissima storia dei nostri avi e del nostro passato.

Ci sono Chiese ricche di arte e di storia, frequentate soprattutto dalle nostre nonne e dalle nostre mamme, ma anche da tantissimi giovani impegnati nel sociale.

Ci sono le scuole, frequentate da bravissime insegnanti, che nonostante lavorino in strutture in declino, si impegnano al massimo con progetti, anche extra-curricolari, per cercare di garantire alle future generazioni un’ottima istruzione ed educazione civica.

C’è un ospedale, che ha avuto reparti e personale di eccellenza, e che ancora oggi, grazie a reparti come quello di oncologia, gestito dal dottore Letizia, è un punto di riferimento per persone che provengono da tutta la Campania.

C’è il comando dei vigili urbani, costituito da pochissime unità che, nonostante i mille problemi economici e amministrativi ed i casi di cronaca, molto spesso presenti su tutti i giornali, si impegnano, a volte oltre i loro doveri, per cercare di mantenere l’ordine pubblico; come l’attuale comandante dei vigili Stanislao Rivetti, che negli ultimi mesi è stato riconfermato nel ruolo dalla commissione straordinaria per il particolare impegno profuso nel precedente mandato. Il comandante, infatti, si è impegnato, ad esempio ,a provvedere alla riparazione,nei  limiti del possibile, di un manto stradale sempre più pericoloso e dilaniato da buche, e che ha preteso che tutti i vigili indossassero la divisa (cosa che non si verificava da nove anni)  come segno di rappresentanza e credibilità delle istituzioni.

C’è la stazione dei carabinieri, sempre più presente nel territorio per contrastare i diffusissimi fenomeni di microcriminalità.

Potrei continuare con mille altri esempi, ma mi fermerò qui per non appesantire il lettore che, da cittadino di questo paese, conosce benissimo queste realtà.

Con questa lettera chiedo alla nuova amministrazione di San Felice di credere nel nostro paese, di non arrendersi davanti ai mille problemi che si troverà ad affrontare, di scongiurare la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale e di non declassare il comando vigili urbani da corpo a servizio, come propone qualche ”comandante supervisore filosofo”, che non appartiene alla nostra gente e al nostro territorio.

Questo sarà uno dei momenti più difficili per amministrare il nostro paese e per rivestire il ruolo di sindaco di San Felice, un augurio sincero e un grande in bocca al lupo alla nuova amministrazione.

Cordialmente

Un cittadino di San Felice