Licenziato con l’accusa di falsa attestazione di presenza dall’Ospedale San Rocco, il giudice lo reintegra e condanna l’Asl al risarcimento

Medico anestesista presso il reparto di rianimazione dell”Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca (CE)  era stato licenziato il 31.8.2019 per “falsa attestazione della presenza in servizio”, mediante alterazione dei sistemi di rilevamento o con altre modalità fraudolente” sulla base di fatti che sarebbero stati accertati con attività investigative della Procura della Repubblica di S.Maria C.V. .

Il medico affidava l’impugnativa del licenziamento allo Studio legale dell’Avv. Domenico Carozza che , con ricorso , ha sostenuto , oltre che l’insussistenza del fatto , la violazione del termine perentorio del 120 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare , termine decorrere dalla data di prima acquisizione della notizia dell’ infrazione,  come previsto dalla normativa in vigore prima del 21.6.2017 , data da cui la novella legislativa ha previsto che il termine di decorrenza fosse connesso alla contestazione dell’addebito.

Il giudice del lavoro del Tribunale di S.Maria CV , aderendo alla tesi difensiva dello Studio legale Carozza , ha dichiarato la nullità del licenziamento e ha ordinato la reintegra del medico sul suo posto di lavoro, oltre a condannare l”Asl al risarcimento danni per tutte le retribuzione non percepire dalla data del licenziamento fino a quella della effettiva reintegra e ai contributi previdenziali non versati .