Liceo “A. Diaz” di Caserta, installati sanificatori ma per il Preside c’è il rischio di classi “pollaio”

Imagine di repertorio

Ad oltre un anno di distanza dal primo lockdown e dall’iniziale quanto mai necessaria sospensione della didattica in presenza, anche per gli alunni delle scuole superiori si riaccende finalmente la speranza di ritornare sui banchi di scuola, seppur con le necessarie restrizioni dovute ad una situazione epidemiologica purtroppo ancora allarmante.

Dopo tanti mesi di didattica a distanza, che ha richiesto un notevole  impegno da parte di tutti per l’utilizzo di nuovi strumenti e di nuove metodologie e che è risultata comunque molto utile in questa fase,  anche i dirigenti e i docenti manifestano il forte desiderio di ritornare finalmente alla più tradizionale e sicuramente più efficace e formativa didattica in presenza, certi di un rientro in sicurezza. In questi mesi, infatti,  tanto è stato fatto per rendere le scuole sicure, con enorme dispendio di fondi e di energie da parte di tutti gli operatori scolastici, e tanto ancora si sta facendo.

Numerose sono le iniziative messe ancora in atto negli istituti scolastici per offrire le migliori condizioni di sicurezza. Tra tutte, particolare menzione merita l’iniziativa del liceo scientifico “A. Diaz” di Caserta, dove,  tra l’altro, sono stati installati dispositivi sanificatori che aspirano aria contaminata ed emettono aria sanificata.  “Le scuole  devono  essere il luogo più sicuro e protetto per i nostri ragazzi – ha dichiarato il preside del più antico e prestigioso liceo scientifico casertano, prof. Luigi Suppa – e abbiamo il dovere e la responsabilità di  garantire a tutti un rientro sereno. Mentre però si continua a parlare di misure anti-covid e di distanziamento nelle aule, passo fondamentale per tornare a scuola in sicurezza, purtroppo anche per l’anno prossimo  si prevedono classi numerose, le cosiddette “classi pollaio”, di cui, dopo tanti proclami e promesse fatte, davvero non ci si riesce a liberare.

Tutti sappiamo invece che, anche al di fuori della pandemia, le classi poco numerose rappresentano il perno fondamentale per una formazione  davvero efficace e di qualità. La speranza è che si faccia davvero qualcosa per ridurre il numero degli alunni nelle aule e che la storia sia, almeno per una volta, davvero maestra di vita per tutti”.