Il Liceo Giannone di Caserta al Teatro Don Bosco con “Eruzioni Sublimi” in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico

Eruzioni Sublimi
Disegno di Stefania Cecere

Venerdì 17 gennaio 2020 alle ore 18:00 si terrà un evento organizzato dal Liceo Classico Pietro Giannone di Caserta presso il Teatro Don Bosco, sito in Via Roma, in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, che è una manifestazione che conta ormai ben sei edizioni e coinvolge circa 500 licei in tutt’Italia.

Quest’anno il tema scelto è l’eruzione del Vesuvio e della conseguente riscoperta delle città sepolte di Pompei ed Ercolano, di qui il titolo dato alla rappresentazione del Liceo P. Giannone: “Eruzioni Sublimi – La saggezza di vivere come ai piedi di un vulcano”.

Gli studenti, con la coordinazione dei docenti, ripercorreranno attraverso performances di varia natura, in particolar modo di recitazione, canto e ballo, le diverse tappe che hanno caratterizzato la storia dell’Antica Roma nel periodo immediatamente precedente e successivo all’eruzione di quello che all’epoca era chiamato “Mons Vesuvius”. Quest’ultimo, infatti, non aveva affatto la conformazione tipica di un vulcano, ed è per questo che coloro che abitavano alle sue pendici sono stati colti totalmente alla sprovvista dallo sciagurato avvenimento.

Dopo i saluti del Dirigente Scolastico Prof. Marina Campanile, si comincerà con un vivace tableau vivant che rappresenterà una tipica giornata romana, continuando con un incisivo passo a quattro eseguito dalle cosiddette “Danzatrici di Canova”, passando poi al momento decisivo, vale a dire l’eruzione del Vesuvio risalente al 79 d.C., animata dal corpo di ballo del Liceo, e ad un altro balletto, intitolato “Dancing on fire: amore e morte all’ombra del Vesuvio”, che raffigura i terribili e sofferenti istanti successivi allo sfortunato ed improvviso evento.

Tra queste due performances danzate, vi sarà, inoltre, una teatralizzazione della celebre lettera scritta da Plinio il Giovane per raccontare della morte dell’amato zio Plinio il Vecchio, avvenuta a causa dell’inalazione del fumo tossico proveniente dal vulcano.

Si giunge poi ad un’ambientazione storica differente, vale a dire il ‘700, che è stato un periodo molto prolifico nel campo degli studi e delle ricerche archeologiche, che hanno dato vita alla riscoperta delle città di Pompei ed Ercolano.

Questa parte si aprirà con Festa settecentesca in musica, un intervento musicale a cura dell’Ensemble del Giannone che vestirà abiti d’epoca borbonica dell’Associazione Corteo Storico di San Leucio, sino ad arrivare poi ad un’animazione multimediale sulla riscoperta di Ercolano attraverso i resoconti degli archeologi del Settecento.

In seguito vi sarà la lettura di un’elegia indirizzata ad un’amica lontana, scritta da un’alunna, ed infine una rappresentazione scenica dell’ultimo poemetto leopardiano “La ginestra o il fiore del deserto”, che ha come ambientazione proprio l’arido paesaggio del Vesuvio.

L’intero progetto è stato realizzato dalla prof. ssa Daniela Borrelli, in collaborazione con i docenti Concetta Grasso, Grazia Falco, Marcello Natale, con la partecipazione dell’AICC presieduta da Tommaso Zarrillo, del Dipartimento di Lettere Classiche dell’Università della Campania “Vanvitelli” e l’intervento di Cristina Pepe, dell’Associazione Corteo Storico di San Leucio Presieduta da Donato Scialla.

 

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