Il Liceo Giannone di Caserta dimostra che la cultura classica è un patrimonio per il futuro e va preservata

Liceo Giannone - Sublimi Eruzioni

Lungi dall’essere un oggetto di studio obsoleto, la ricerca nel campo delle discipline umanistiche rimane viva e dinamica. L’educazione classica non solo porta conoscenza, ma contribuisce anche alla formazione dell’individuo.

Come dichiarò Umberto Eco:  “Tutti sappiamo che il futuro sarà sempre più dominato dal software a scapito dell’hardware, ovvero dalla elaborazione di programmi più che dalla produzione di oggetti che ne consentono l’applicazione. Steve Jobs è diventato quel che è diventato non perché ha progettato degli oggetti che si chiamano computer ma perché ha ideato programmi innovatori che hanno reso i suoi computer più efficienti e creativi di quelli di Bill Gates.

In altre parole, possiamo affermare che il futuro è certamente di chi sappia con mente agile unire efficacemente le “due culture” umanistica e scientifica e per raggiungere questo obiettivo la conoscenza dei classici ha un ruolo fondamentale.

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Questa tesi è stata egregiamente dimostrata durante lo spettacolo messo in scena dagli alunni del Liceo Pietro Giannone di Caserta al Teatro Don Bosco. In occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, i ragazzi dello storico liceo casertano hanno rappresentato “Eruzioni Sublimi – La saggezza di vivere come ai piedi di un vulcano”, uno spettacolo rievocativo sull’eruzione del Vesuvio e della conseguente riscoperta delle città sepolte di Pompei ed Ercolano.

Tuttavia, il tema scelto è stato solo un pretesto per ambientare performances di varia natura e per mettersi alla prova in diverse discipline: dalla musica classica alla danza (sia classica che moderna), dalla recitazione alla poesia, passando per il canto, dimostrando sempre lo stesso impegno e la stessa abnegazione che solo una robusta educazione umanistica sa dare.

Liceo Giannone di Caserta al Teatro Don Bosco
Il momento dei saluti finali


Il progetto è stato realizzato dalla prof. ssa Daniela Borrelli, in collaborazione con i docenti Concetta Grasso, Grazia Falco, Marcello Natale, con la partecipazione dell’AICC presieduta da Tommaso Zarrillo, del Dipartimento di Lettere Classiche dell’Università della Campania “Vanvitelli” e l’intervento di Cristina Pepe.

Il Dirigente Scolastico, la prof. ssa Marina Campanile, al termine dello spettacolo ha dichiarato: “Questa è la sfida della cultura classica, che naturalmente è anche scientifica, ed è proprio quello che noi cerchiamo di insegnare ai ragazzi, che non sono soltanto bravi nelle traduzioni latino e greco, nella soluzione di funzioni e derivate ma, come avete potuto apprezzare, sanno anche interpretare, oggi su un palco, ma in futuro per tutta la vita, il ruolo che verrà loro assegnato. Perché questo è il nostro obiettivo oltre che il nostro insegnamento. Per questo desidero ringraziare in modo particolare tutti gli insegnanti, e li chiamo così “insegnanti” e non docenti, cioè coloro che “lasciano un segno dentro”, per il loro impegno profuso tutti i giorni.