L’incendio alla casetta dei libri. Fiano: “Abbiamo invitato i donatori a fare un giro con noi nel quartiere Acquaviva e in Via Trento”

GIORDANI
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“In un quartiere difficile la cultura deve essere un processo graduale. Abbiamo invitato chi ha installato quella casetta a fare un giro con noi nel quartiere Acquaviva e in Via Trento”

Venerdì 17 marzo, alle 18.00, nella Piazzetta all’angolo tra Via Trento e Via Acquaviva

Caserta. L’incendio della casetta dei libri di via Acquaviva ha alzato un gran polverone nell’intera città. Indignazione dei cittadini e grande rammarico da parte di chi quella casetta l’aveva donata con amore, il Rotary Club Caserta “Terra di Lavoro 1954”, e l’associazione “A casa di Lucia”. La casetta era stata installata lo scorso mese di ottobre.

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“Non vogliamo parlarvi e mostrarvi ancora la triste immagine dell’incendio avvenuto poco più di una settimana fa, perché restiamo ottimisti e focalizzati sulla nostra Mission“, fanno sapere dalle associazioni.

Determinati anche dall’Amministrazione comunale nella persona del Sindaco Carlo Marino che dichiara: “Non ci rassegneremo mai a questi scempi e quanto prima faremo in modo di ricollocare la casetta nello stesso posto. L’inciviltà non vincerà”.

Eppure le tante discussioni in merito e l’idea di ricollocare la casetta non convince tutti, soprattutto chi il quartiere lo conosce bene, come Vincenzo Fiano, storico componente del Comitato Città Viva, associazione da anni insediata e operante proprio nella zona tra via Acquaviva e via Trento, che fa della vicenda un’attenta riflessione offrendo un punto di vista molto interessante su quello che sono le azioni di radicamento culturale sui territori, che vale la pena di leggere.

Ha fatto scalpore l’incendio alla cassetta di Bookcrossing posta tra Via Trento e Via Acquaviva e al fuoco è seguita una pioggia di giudizi”, scrive Fiano sulla sua pagina Facebook.

Condanna unanime, mortificazione dei residenti. Si è parlato di aggressione alla cultura.
Dico la mia. È meritoria l’iniziativa di installare cassette di Bookcrossing, ma nelle zone popolari, iniziative del genere devono innescarsi in un percorso più ampio di emancipazione.

Altrimenti, c’è il rischio che l’iniziativa venga percepita come un’attività di extraterrestri che atterrano, lasciano qualcosa e ripartono. Quel che resta non è sentito proprio.
E in una zona dove ci sono mille bisogni insoddisfatti, mille sogni inespressi, un’opera del genere rischia di apparire inutile. Perciò, ripartiamo.

Abbiamo invitato chi ha installato quella cassetta a fare un giro con noi nel quartiere Acquaviva e in Via Trento. A conoscere, ascoltare. Perché ci sono mille cose che si possono fare di buono, e magari si può decidere insieme quale sia la prima.

La casetta completamente incendiata

Ma non è tutto. L’incendio della cassetta è solo una delle cose preoccupanti che stanno avvenendo in quella zona negli ultimi giorni. Hanno bruciato citofoni, cassonetti. Rapine, tentativi di truffa, gomme squarciate.

In certe zone non bisogna lasciare i vuoti, perché qualcuno li riempie. Un anno fa le Istituzioni stavano per venire in Via Trento e nel quartiere Acquaviva a conoscere per la prima volta la realtà di quelle case popolari. Ad impegnarsi a coordinare gli sforzi per riqualificarle.

Da quei giorni, è stata Primavera per tanti mesi in Via Trento. Le persone hanno fatto uno sforzo per credere agli impegni, alle promesse.

Per realizzare che davvero c’era la voglia di aiutare le persone che vivono lì ad uscire dal degrado. A convincersi che l’indifferenza istituzionale nei loro confronti fossi finita.
Si individuava un percorso di varie tappe per risollevare il quartiere, colpito da arresti di 6 giovani. Tra queste, riqualificare i cortili col PINQUA, aprire gli spazi sociali a partire dalla Villetta di Via Avellino.

Dopo 12 mesi, quest’ultima è ancora chiusa. All’ultima sfilata di Carnevale il Comune si è finanche rifiutato di aprirla per un’oretta, per accogliere la sfilata dei bambini. La battaglia per ottenere quanto è legittimo, ossia l’utilizzo dei fondi per la “Qualità dell’Abitare” per rigenerare i cortili delle case popolari è ancora aperta.

Ma il fuoco alla cassetta di Bookcrossing fa male come il bruciore di una vecchia cicatrice: gli spazi disertati dalle Istituzioni, prima o poi si riempiono con la violenza, con il degrado, con la distanza creata dal pregiudizio pubblico.

Per questo, sono fiero di provare a colmare questa distanza non solo con l’impegno sociale, ma anche professionale. Portando gli studenti del Liceo Artistico con ogni occasione buona in Via Trento e nel quartiere, come ieri pomeriggio, con il PON di fotografia (le foto del quartiere sono le loro, quella con la cassetta bruciata di una residente).

Facendo nascere una relazione tra scuola e territorio, embrione di una comunità educante. La strada è lunga, ma la faremo tutta. Passo dopo passo.

Il prossimo ci sarà venerdì 17 marzo, alle 18.00, nella Piazzetta all’angolo tra Via Trento e Via Acquaviva. Dove hanno bruciato la cassetta.

Noi proveremo ancora una volta a ricostruire, in questa che qualcuno tra le Istituzioni vorrebbe rimanesse “terra bruciata”.
Comitato Città Viva
Centro Sociale Ex Canapificio Caserta