Il lockdown e l’impatto sulla salute mentale di bambini ed adolescenti. I consigli utili dello Psicologo

La situazione di emergenza nazionale dovuta alla pandemia da COVID-19 sta avendo un vigoroso impatto sulla salute psicologica di tutti gli individui coinvolti, stravolgendo lo stile di vita quotidiano e le dinamiche relazionali. Un’emergenza sanitaria, come quella che stiamo vivendo, comporta vissuti di stress, paura e ansia molto elevati. Conseguenze, queste, che possono degenerare ancor di più alla luce della quarantena forzata cui l’intero Paese è stato sottoposto e delle misure restrittive deliberate per fronteggiare l’esponenziale contagiosità del virus.

Ciascun individuo reagisce in maniera differente alle situazioni stressanti e tali reazioni possono essere, a loro volta, influenzate da esperienze personali di vita e da alcune caratteristiche di personalità, nonché dal contesto sociale di appartenenza (Center for Disease Control and Prevention, 2020).

Inoltre, sono state individuate categorie di persone più esposte al rischio di COVID-19 e alle relative complicazioni in termini psicosociali: vi sono anziani, persone con malattie croniche, persone con disturbi mentali e disturbo da uso di sostanze, adolescenti e bambini (CSTS, 2020b).

Un’attenzione particolare va riservata proprio a quest’ultima categoria, bambini ed adolescenti, che a partire dallo scorso Marzo 2020, hanno dovuto subire una delle misure restrittive più logoranti per loro, ovvero la sospensione delle attività didattiche, con una evidente esplosione di sentimenti di ansia, impotenza, frustrazione e stress. È stato evidenziato, infatti, che, rispetto agli adulti, la pandemia comporta conseguenze negative a lungo termine sui bambini e sugli adolescenti: il forzato isolamento e il blocco delle attività ordinarie hanno un impatto negativo maggiore, sia sullo sviluppo emotivo che sociale (Shen et al., 2020), il quale risulta essere legato ad alcuni fattori di vulnerabilità come l’età, il livello di istruzione, la presenza di bisogni speciali, lo stato della salute mentale, il livello economico e l’essere stati in quarantena a causa dell’infezione.

In che modo le misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 hanno impattato sulla salute mentale dei giovani? Tra le misure di contenimento, la sospensione della didattica, associata al confinamento domiciliare, ha prodotto soprattutto negli adolescenti un senso di incertezza per il futuro e ansia attribuita all’interruzione dell’attività scolastica non solo come fonte di istruzione ma soprattutto come momento di socializzazione (Jiao et al., 2020).

I bambini più piccoli, invece, di un’età compresa tra i 3 e i 6 anni durante il periodo di isolamento manifestano un maggiore senso di  insicurezza, un aumento di disturbi del sonno, incubi, mancanza di appetito, agitazione, disattenzione e ansia da separazione (Jiao et al., 2020). L’assenza di un contesto strutturato, come quello scolastico, per un lungo periodo di tempo provoca in questi soggetti un’interruzione della routine quotidiana, delle attività extracurriculari conducendoli alla noia e alla mancanza di stimoli.

Inoltre, a causa della reclusione forzata e prolungata a casa si registra un maggior utilizzo di Internet e dei Social Media, fattori che predispongono all’uso compulsivo della Rete, aumentando anche la vulnerabilità al bullismo e agli abusi (Cooper, 2020; UNICEF, 2020).

Alcune raccomandazioni utili per i genitori.

Certamente in tempi caratterizzati da forte stress ed enorme incertezza un’ambiente familiare sicuro con adeguate strategie di coping è un importante fattore protettivo. I genitori, in base all’età e alla fase evolutiva del proprio figlio devono rispondere ad esigenze diversificate. Per quanto riguarda i bambini dai 3 ai 6 anni, che sappiamo richiedono maggiori attenzioni da parte dei loro genitori, sperimentano evidenti sensazioni di sollievo e benessere nel momento in cui percepiscono di poter esprimere e comunicare i loro sentimenti di inquietudine in un ambiente sicuro e supportivo. Pertanto, è necessario normalizzare tali vissuti, cercare di comprendere i loro bisogni attraverso, ad esempio, un’attività creativa come giocare e disegnare, che può aiutare i bambini a trovare modi positivi per esprimere sentimenti angoscianti come rabbia, paura e tristezza.

Di estrema importanza è l’esempio fornito dagli adulti di riferimento che andrà a modellare le reazioni emotive e comportamentali dei bambini, motivo per cui risulta fondamentale mostrarsi calmi e fiduciosi, esprimendo e condividendo con loro le proprie emozioni, al fine di garantire supporto ai figli, oltre che per fornire un esempio funzionale di come gestire emotivamente tale emergenza.

I bambini devono essere consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a noi per cui è fondamentale che i genitori dedichino del tempo per parlare con i bambini circa il Covid-19 utilizzando un linguaggio chiaro ed adeguato all’età e adottando un atteggiamento autenticamente comprensivo ed accogliente, anche attraverso l’utilizzo di materiale video o illustrazioni. Per alleviare l’ansia riguardo l’attuale situazione, l’esposizione dei bambini alle notizie dovrebbe essere limitata. Si raccomanda dal punto di vista pratico di insegnare ai bambini appropriate misure preventive, che la famiglia, come una squadra, insieme al bambino si impegna a seguire.

Sforzarsi, infine, di mantenere una certa regolarità, ovvero, mantenere una routine che preveda sufficienti opportunità di gioco, studio, riposo e attività fisica, evitando in tal modo una prolungata ed eccessiva esposizione al PC o alla TV. È possibile che i genitori osservino dei cambiamenti notevoli nel comportamento del bambino durante il periodo di isolamento.

In casi evidenti di problemi comportamentali minori e non dannosi è consigliabile prestare loro poca attenzione in modo tale da ridurne la frequenza e sostituirli con comportamenti più adattivi.

E gli adolescenti?

“È dura avere 20 anni nel 2020. È l’età in cui si vive a 360 gradi l’università, è l’età dell’Erasmus e delle esperienze in giro per l’Europa. È l’età in cui si inizia a programmare la specialistica o un master post-lauream. Invece, ci troviamo sospesi in un limbo che sembra non avere fine con i nostri sogni ancora nel cassetto” (Macron, Presidente della Francia).

Sembrano proprio gli adolescenti ad essere particolarmente sensibili agli effetti delle misure restrittive e proprio questi ultimi presentano punteggi di ansia al di sopra del valore soglia e una forma di sintomatologia depressiva.

Sono varie le soluzioni che possono essere adoperate per aiutare gli adolescenti in questa situazione di estrema difficoltà. Innanzitutto, i genitori rappresentano il miglior “modello comportamentale” per i propri figli e il contesto domestico è il posto migliore per apprendere le “life skills”: è il momento più propizio, quindi, per modellare alcune abilità psicologiche basilari come far fronte agli eventi stressanti, affrontare le emozioni negative, sviluppare i processi decisionali, e sottolineare che per ogni delusione e incertezza c’è sempre un’alternativa da poter cogliere.

È un’opportunità per insegnare loro il senso di responsabilità, il coinvolgimento e la collaborazione. È necessario crearsi delle distrazioni, come leggere un buon libro, rintagliando comunque un momento preciso della giornata in cui poterti concedere la tua “dose di informazioni quotidiana sull’epidemia”, in questo caso lo sviluppo della consapevolezza sul Covid-19 dovrebbe basarsi sull’utilizzo di una comunicazione aperta e non direttiva.

Evitare l’uso massiccio di Internet, specie per reperire informazioni sull’infezione poiché potrebbe aumentare lo stato d’ansia, dei social media o dei giochi online, promuovendo le attività pratiche in casa coinvolgendo tutti i membri della famiglia, intraprendere attività creative come l’arte, la musica, prediligendo la lettura e le attività che aiutano l’adolescente nello sviluppo mentale.

Diverso è certamente il caso in cui paura, rabbia, e tristezza superano una certa soglia, provocando paralisi e sofferenza, indebolendo il nostro sistema immunitario ed esponendoci al rischio di malattia. In tal caso, il suggerimento è quello di rivolgersi a un professionista della salute mentale, in quanto il sostegno psicologico, in un momento così tanto delicato e critico è più che mai indispensabile.

In collaborazione con la dottoressa Anna Rosaria Martullo e la dottoressa Sara Mataluna.