L’orgoglio americano dopo la scarsa solidarietà degli altri Paesi europei

Donald Trump

Donald Trump nel corso del briefing quotidiano alla Casa Bianca sull’emergenza coronavirus oggi 31 marzo 2020 ha dichiarato: ”Ho appena parlato con il primo ministro italiano, abbiamo dotazioni supplementari, prodotti di cui non abbiamo bisogno. Manderemo circa 100 milioni di dollari di materiali chirurgici e medici, materiale ospedaliero all’Italia. Giuseppe era molto contento, stanno vivendo un momento molto difficile”.  “Spediremo ventilatori in Italia, in Francia, in Spagna”.

Il presidente americano e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno avuto una conversazione telefonica nel corso della giornata. Nel colloquio, come spiega Trump, è stato definito l’invio di materiale dagli Usa all’Italia.

L’orgoglio americano sebbene in notevole ritardo non è mancato anche in seguito al dito puntato dall’Italia nei confronti dello Zio d’America oltre e soprattutto nei confronti di un atteggiamento in ambito europeo, in cui è mancato ogni tipo di solidarietà tra i vari Paesi e dove ogni governo ha dovuto affrontare singolarmente la preoccupante espansione dell’epidemia.

Il vergognoso isolamento dell’Italia oltre ad una mancanza di coesione in ambito europeo sta ponendo in essere un rischio emergente di disintegrazione dell’Unione europea oltre che un mutamento dell’assetto internazionale anche a seguito degli aiuti dalla Russia, da Cuba, dalla Cina ed addirittura dall’Albania.

La risposta internazionale contro il coronavirus è stata all’inizio insufficiente. L’Italia non ha ricevuto come avrebbe dovuto quel supporto necessario al fine di evitare al nostro Paese di subire le notevoli conseguenze pandemiche attuali. La solidarietà dell’Europa  tra i vari governi è mancata del tutto oltre ad una necessaria condivisione di comuni strategie atte al blocco immediato dell’epidemia.

L’intero pianeta sta subendo notevoli danni in virtù delle migliaia di vittime per Covid-19 già accertate ed i due miliardi e mezzo di persone in isolamento per contenere l’espansione dell’epidemia e questo per gli errori strategici commessi dall’Europa ed aspramente condannati dalla stessa Oms, l’organizzazione che pone le regole ed i comportamenti in ambito sanitario a livello globale.

Il mondo intero contro il coronavirus ha risposto all’inizio in maniera insufficiente e stiamo pagando il fatto che i Governi hanno sottovalutato il problema in Europa e, come nelle prime settimane di epidemia in Cina, hanno nascosto la gravità della situazione.

La grave crisi affrontata dall’Italia ed ancora in atto sta sottoponendo a verifica le leadership e la popolazione sotto il profilo sanitario, psicologico, economico, ponendo in evidenza una notevole confusione oltre al fatto che la popolazione teme per la propria salute ma anche per il proprio futuro con il rischio di non poter esaminare gli eventi che si susseguono repentinamente.

Sul piano internazionale Cina e Russia, che non sono annoverate tra i nostri “alleati storici”, hanno dimostrato notevole solidarietà prima degli alleati stessi e ben venga ogni forma di aiuto sempre utile per nuovi canali di dialogo con nuovi paesi.

Tali aiuti internazionali sono di rilevanza psicologica nella situazione attuale in cui i “tradizionali” alleati sono dall’opinione pubblica percepiti distanti ed addirittura ostili anche in virtù della politica estera ed economica di Trump che ha decisamente compromesso seriamente sia la coesione della NATO che i rapporti USA-UE. In Italia basta ricordare che pesano in maniera deleteria anche l’imposizione di dazi sui prodotti italiani (per la problematica Boeing-Airbus, di cui non eravamo parte) e, soprattutto, il ruolo di “grande assente” assunto dagli USA in relazione alle varie crisi nel Mediterraneo Allargato che hanno influito negativamente sul nostro paese (vedi Libia).

Senza voler entrare nel merito delle diverse visioni, le prospettive in materia di politica economica e di flessibilità necessaria per far fronte a situazioni di crisi, pur essendo molteplici, stanno rischiando di mettere a repentaglio il legame spirituale degli italiani con le istituzioni europee e con alcuni dei nostri maggiori partners europei, che dimostrano di frequente di essere come componenti della squadra avversaria anziché della nostra.