Lotta al caporalato nelle attività rurali, firmato il protocollo d’intesa con la Regione Campania

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Napoli – E’ stato firmato ieri, lunedì 30 gennaio, il protocollo d’intesa che mira a mettere in campo azioni di contrasto al caporalato e allo sfruttamento in Campania della manodopera impegnata in attività rurali. Il documento reca la firma di settantasette soggetti, tra cui Regione Campania, le Prefetture deli capoluoghi di provincia, l’Ispettorato interregionale del lavoro, l’Anci Campania, l’Agenzia delle entrate, l’Inps e l’Inail e, tra gli altri, sindacati di categoria ed enti del terzo settore impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo.

Il Protocollo nasce dalla necessità di dare vita a interventi comuni e tra i più qualificanti: rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità, il sistema regionale dei servizi per il lavoro e agevolare il reinserimento socio lavorativo delle vittime di grave sfruttamento lavorativo.

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L’applicazione del Protocollo incentiverà il lavoro congiunto dei partecipanti al Tavolo, sia istituzionali che del terzo settore, impegnati nella lotta allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, assicurando continuità nel tempo agli interventi messi in campo.

“Il caporalato – afferma Nadia Minicozzi, direttore della Inac-Cia Campania – è un fenomeno che non si arresta senza un’azione che coinvolga tutti gli attori del mondo agricolo. E’ importante considerare in particolare che, nell’utilizzo dei fondi europei, siamo tenuti al rispetto della condizionalità sociale, vale a dire dell’idea che il ricevimento sussidi o aiuti pubblici vada subordinato alla osservanza di alcuni principi come i diritti dei lavoratori. Al tempo stesso è necessario tener conto che oggi le attività di coltivazione vanno integrate con forme regolamentate di maggiore flessibilità, quali ad esempio i voucher per le prestazioni del lavoro occasionale”.

Nicola De Leonardis, Presidente della Confcooperative FedAgriPesca Campania, commenta: “Il Protocollo si pone come documento di impegno per il rispetto della legalità e dei diritti di tante persone che sostengono, con il loro lavoro, la nostra economia. Hanno sottoscritto il Protocollo anche numerose cooperative sociali attive in agricoltura che hanno proposto progettualità per l’integrazione lavorativa e sociale di cittadini stranieri in condizioni di marginalità e suscettibili di sfruttamento.

La cooperazione, come parte datoriale, si assume l’impegno di tenere alta l’attenzione sul tema e di contribuire in rete alla conoscenza del fenomeno e al suo superamento, sostenendo la divulgazione dei CCNL di settore e la presa in carico delle esigenze dei braccianti, in sinergia con gli altri soggetti coinvolti, e promuovendo infine anche la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità presso le proprie associate e i loro soci”.