Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini portano in scena a Caserta l’inconscio con “Dracula”

«Dracula rappresenta il male in assoluto, che ci travolge, che ci seduce». E «tutte le paure dei personaggi del romanzo partono dall’inconscio, ma Bram Stoker non ne era consapevole». Queste le osservazioni fornite da Sergio Rubini in merito all’adattamento teatrale del romanzo di Bram Stoker realizzato da Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini; quest’ultimo, insieme a Luigi Lo Cascio, ha inoltre recitato in uno dei ruoli principali.

Nella realizzazione della pièce, gli autori hanno scelto di partire dall’opera originale focalizzandosi sulla visione del viaggio del procuratore Jonathan Harker, incaricato di recarsi in Transilvania per l’acquisto di un appartamento di proprietà del Conte Dracula, come una discesa nell’ignoto: il giovane procuratore, incurante di ciò che lo attende, si ritrova inaspettatamente in un clima di illusione e mistero, in un luogo più simile all’Oltretomba che al mondo dei vivi.

A questo scopo è stato fondamentale il ruolo delle scenografie di Gregorio Botta e del sonoro, curato da Giuseppe Vadalà e G.U.P Alcaro, elementi che hanno contribuito a creare l’atmosfera e l’impatto sensoriale dello spettacolo.

Un oggetto di scena in particolare stimola la curiosità degli spettatori: una grande scala da cui i personaggi scendono per trovarsi sul palco circondati da specchi. Specchi che non riflettono l’aspetto esteriore, bensì l’anima e l’inconscio, fino ai suoi risvolti più oscuri, a quell’oscurità presente in ognuno di noi, che a suo modo ci definisce, con cui tutti noi siamo chiamati a confrontarci.