L’ultima opera di Banksy è un presepe “di guerra” esposto a Gerusalemme

Freddo, duro e carico di significato seppure immediato. L’ultima opera dell’artista Banksy è un presepe dal titolo “La cicatrice di Betlemme“. Una interpretazione della natività in chiava moderna e nel pieno stile dell’artista, volutamente lontanissimo dal calore e dal folklore del tradizionale presepe napoletano.

L’opera è composta dalla sola Sacra Famiglia – la Madonna, San Giuseppe, il bue e l’asinello ed il Bambinello nella mangiatoia – con alle loro spalle un muro di cinque blocchi di nudo cemento, sporco con un grosso foro al centro contornato da una cicatrice che ricorda la Croce del Cristo o la stella cometa.
Sulla parete si intravedono le scritte, vagamente in stile graffiti, “pace” ed “amore”, rispettivamente in Inglese e Francese.

L’opera è installata presso il Walled-Off Hotel, l’albergo voluto dallo stesso Banksy e situato a Beltemme con vista sul Muro fatto costruito da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est.

Il presepe crivellato di colpi, famiglia di Nazaret – tre poveri immigrati – confinata dietro ad un muro fatiscente. Un’opera che non ha bisogno di scomodare critici d’arte per essere compresa.

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