Il lungo viaggio verso Marte: Emirati Arabi, Cina o USA, chi la spunterà?

Il lungo viaggio verso Marte, Emirati Arabi, Cina o USA, chi la spunterà?

Ci sono tutte le ragioni per pensare che nei prossimi anni Marte e i suoi misteri diventeranno sempre più familiari agli abitanti del Pianeta Terra. (Carl Sagan)

Un anno fa, esattamente in questi giorni, è stato commemorato il raggiungimento di uno dei traguardi più ambiti nella storia umana moderna: lo sbarco sulla Luna. Tale evento, pur essendo accaduto solo cinquant’anni fa, il 20 luglio del 1969, è uno dei più impressi nella memoria umana; anche nella mente di coloro i quali non hanno assistito di persona, anche coloro che urlano al complotto, non possono non ammettere che è stato percepito come un evento epocale per eccellenza.

Ma, citando la teoria dei corsi e ricordi della storia di Giambattista Vico, un tale evento di portata mondiale a breve potrebbe nuovamente ripetersi.

Infatti alcuni giorni fa, il 14 luglio, la sonda Amal (speranza in Arabo), è partita, questa volta non più con lo scopo di raggiungere il satellite naturale della Terra per eccellenza, ovvero la Luna, ma prefiggendosi lo scopo di studiare il pianeta Marte, cercando così, un giorno, di “colonizzarla” umanamente. Secondo le stime, ci vorranno circa sette mesi affinché la sonda percorra i 493 milioni di km che separano il pianeta terra da Marte e possa iniziare la sua orbita.

La sonda rimarrà in orbita su Marte per un intero anno marziano, 687 giorni, per raccogliere dati sufficienti. Una singola orbita attorno a Marte impiegherà la sonda 55 ore.

Ma la corsa al pianeta rosso non si conclude qui. L’innato istinto, insito nell’uomo, di lottare contro i propri nemici ha nuovamente fatto capolino, portando ad una sorta di rigenerazione dell’antica rivalità tra gli Stati Uniti e la Repubblica Cinese. Giovedì 23 luglio, infatti, si è innalzato il razzo cinese Long march 5, lanciato all’esplorazione di Marte. La missione cinese soprannominata Tianwen-1, tradotto in ‘ricerca della verità celeste’, comprende: una sonda spaziale, che rimarrà in orbita intorno a Marte; un lander, che resterà fisso sul suolo marziano e un rover, che potrà invece muoversi ed esplorare il pianeta.

Stranamente, l’ultima nazione a cimentarsi nel lancio di una qualche sonda sul pianeta rosso, saranno gli Stati Uniti: in una finestra di lancio compresa tra il 30 luglio e il 15 agosto, dalla base dell’aeronautica statunitense a Cape Canaveral, in Florida, invieranno sulla superficie del pianeta Perseverance.

Sembra bizzarro come tutte le maggiori potenze mondiali sembra che improvvisamente abbiano manifestato un forte interesse nei confronti del pianeta Marte, ma in realtà ciò che sta accadendo in questi giorni è un’occasione da prendere al volo poiché solo ogni circa 26 mesi, il nostro pianeta terra si ritrova ad una giusta distanza affinché sia possibile compiere un viaggio verso il pianeta marziano nel minor tempo possibile.

Ma perché la maggior parte dei più importanti stati del mondo sono così attratti da questo pianeta?

La risposta è semplice: Marte sembra essere il pianeta che più possa somigliare alla Terra.

Ad esempio la permanenza dell’acqua sulla superficie marziana sotto forma di permafrost è ormai assodata. Il permafrost è un tipo di suolo estremamente comune nelle tundre terrestri ed è null’altro che una misura di particelle di suolo e ghiaccio d’acqua. Altre indicazioni indirette della passata presenza di acqua su Marte possono essere trovati nelle molte strutture erosive che si notano dappertutto sulla superficie del pianeta, soprattutto in corrispondenza dei terreni più antichi.

Alcune di queste strutture si manifestano sotto forma di corsi di fiumi asciutti, e resti di alluvioni. Dunque, tutto ciò induce a pensare che ancora in tempi recenti si possano essere verificate su Marte vere e proprie alluvioni causate dall’eruzione in superficie di acque sotterranee sottoposte a improvvisi aumenti di pressione a causa di eventi vulcanici.